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Palmi, sequestrato un autolavaggio privo delle autorizzazioni necessarie

La polizia locale insieme alla Capitaneria di Porto ha scoperto che i reflui venivano scaricati in un torrente. Denunciata la titolare

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Una donna, titolare di un autolavaggio a Palmi, è stata denunciata per reati ambientali e l’attività posta sotto sequestro temporaneo, a seguito di un accertamento condotto dal corpo di polizia locale di Palmi insieme dl personale della delegazione di spiaggia e della Capitaneria di Porto di Gioia Tauro.

Gli agenti hanno effettuato un sopralluogo nell’autolavaggio che si trova in via Mancuso, a pochi passi dal centro di Palmi, ed hanno potuto verificare la presenza di diverse vasche di raccolta delle acque reflue, provenienti dai cicli di lavaggio. La vasca centrale avrebbe dovuto depurare le acque dalle scorie, per poi distribuirle in uno scarico autorizzato e controllato.

All’esito di un controllo degli atti in mano al funzionario della Città Metropolitana, presente durante il controllo, gli agenti hanno constatato che lo scarico non risultava censito, né autorizzato, dall’ex Provincia di Reggio Calabria.

Effettuata una ulteriore verifica, gli inquirenti hanno scoperto che le acque reflue versate in tutte le vasche dell’autolavaggio, finivano in un canale, e successivamente nel corpo idrico del torrente San Miceli.

Immediatamente allertai, i tecnici dell’ARPACAL hanno eseguito un campionamento dei reflui, che verranno analizzati in laboratorio per verificare il livello di pericolosità dei liquidi sversati nel torrente.

Il Pubblico Ministero della Procura di Palmi, Enrico Barbieri, ha disposto la chiusura dell’esercizio commerciale e formalmente denunciato la titolare per l’esercizio di scarichi non autorizzati e per inquinamento ambientale. Il Gip ha oggi convalidato il sequestro dell’autolavaggio.