Palmi: il consiglio difende l’immagine della città. «Non ci stiamo ad essere additati come mafiosi»

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La giunta comunale; in alto da sinistra il sindaco, il presidente del consiglio, il segretario generale

La giunta comunale; in alto da sinistra il sindaco, il presidente del consiglio, il segretario generale

PALMI – Avrebbe dovuto essere un consiglio comunale “lampo”, convocato per annunciare il nome del nuovo membro del collegio dei revisori dei conti. Ma come era prevedibile, si è trasformato in un dibattito sul tema della sanità.

Apre il consiglio comunale una lettera letta dal presidente del consiglio comunale, inviata dai consiglieri Pd Surace e Ranuccio, assenti ma entrambi d’accordo sulla linea difensiva adottata dall’amministrazione comunale, per rispondere a quanto detto da Giacomo Saccomanno in una trasmissione tv, in merito all’iter di costruzione dell’ospedale della Piana.

È stata poi la volta del consigliere di minoranza Salvatore Boemi, di recente andato in pensione dopo aver diretto la Suap, il quale ha esortato tutti a «non indirizzare l’attenzione verso l’aspetto dell’illegalità e della mafia, ma sul motivo inspiegabile che ha portato ad un rallentamento delle procedure. Per una volta non si tratta di un problema calabrese ma di una dimenticanza del governo centrale, che ha fatto sì che Scopelliti, per tutto il 2012, non sia stato nominato da Monti commissario all’emergenza, negandogli la possibilità di dare seguito alle procedure per la realizzazione dell’ospedale della Piana. L’iter è comunque giunto alla fine, e sono pronto a relazionare alla commissione su di esso. Bisogna fare in fretta e dare un impulso affinché si proceda con il passo successivo».

A seguire, il consigliere di maggioranza Randazzo è intervenuto dicendo: «questo non è il momento di chiedersi dove va costruito l’ospedale ma quando. C’è un’intera popolazione che muore di malasanità ed ha sete di buona sanità. Se c’è un interesse da tutelare quello non è il campanile ma la salute dei cittadini pianigiani».

Quindi è stata la volta del pidiellino Antonio Papalia, che dopo aver ripercorso l’iter che ha portato alla scelta di Palmi, ha invitato a «smetterla con questi attacchi che non giovano a nessuno. Palmi – ha detto – non ci sta ad essere additata quale città che tutela interessi mafiosi. Non pensi Saccomanno che solo perché fa parte di un movimento di destra, questa amministrazione resti in silenzio o stia a guardare mentre viene infangato il nome di Palmi».

A turno i consiglieri hanno preso la parola, in difesa dell’immagine della città. Breve intervento dell’assessore Saletta, delegato alla sanità, che ha detto: «alla luce di quanto ascoltato a Presa diretta, mi chiedo se quanto detto da Saccomanno abbia portato benefici a Rosarno, a Gioia, a Palmi ed alla provincia. Palmi ha già pagato un prezzo elevato quando ha visto un ospedale smantellato, ed ha reagito in silenzio, con compostezza, e quella compostezza oggi la sta ripagando».

Dopo le parole dell’assessore Pace, che ha ricordato «una manifestazione di diversi anni fa in difesa del diritto alla salute, che ha portato a Palmi migliaia di persone», ha concluso il sindaco, dicendo che «abbiamo dato una lezione di politica, di buona politica. Il tempo delle polemiche è finito, adesso abbiamo bisogno di fatti».

Barone riporta il consiglio verso l’ordine del giorno stabilito, annunciando il nome del nuovo revisore dei conti. Passa poi a maggioranza un progetto di partenariato sul lavoro, proposto dall’assessore Natale Pace, che consentirà al comune di Palmi di operare in sinergia con altri comuni del reggino. Si astiene solo Papalia, assente durante la relazione di Pace «per un improvviso malore».