Non un semplice corso, ma un investimento sul futuro della Giustizia. Si è concluso oggi, con il
test finale di verifica, il percorso formativo obbligatorio per i Praticanti Avvocati del Foro di Palmi.
Un traguardo importante, che consente ai corsisti di ottenere il certificato di compiuta pratica,
indispensabile – ai sensi dell’art. 43 comma 2 della Legge 247/2012 e del D.M. 17/2018 – per accedere
all’esame di Stato per l’abilitazione forense, indetto dal Ministero della Giustizia per dicembre 2026.
Ma dietro i numeri – 160 ore di lezione distribuite in 18 mesi, tre semestri – c’è molto di più.
C’è una scelta di campo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palmi. Quella di non considerare la
formazione come una mera formalità burocratica, ma come il cuore pulsante dell’Avvocatura. In un
tempo in cui la professione è sotto attacco, tra riforme, algoritmi e crisi d’identità, il COA di Palmi ha
scelto la strada più difficile e più nobile: quella della cultura.
Il corso, fortemente voluto dal Consiglio presieduto dall’Avv. Angelo Rossi, è stato costruito
coinvolgendo le migliori energie del territorio: avvocati del foro, docenti universitari, magistrati ed esperti
di diritto. Un dialogo tra teoria e prassi, tra aula e tribunale, per dare ai futuri avvocati non solo nozioni,
ma metodo.
A guidare questo percorso, in qualità di Consigliere Responsabile del Corso e Referente per la
Formazione, l’Avv. Vincenzo Barca.
“Ringrazio il Presidente Rossi e l’intero Consiglio per la fiducia – ha dichiarato l’Avv. Barca a margine
della prova finale – Ma il ringraziamento più sentito va a chi ha reso possibile l’ottima riuscita del corso.
Al Coordinatore Didattico, l’Avv. Bruno Fiammella, che ha svolto un lavoro impeccabile con dedizione e
rigore, alla Segretaria Consigliera Avv. Marica Guerrisi, a tutti i Consiglieri del COA ed ai componenti
della Commissione esaminatrice, il Giudice Sebastiano Finocchiaro, in servizio presso il Tribunale per i
Minorenni di Reggio Calabria, e il Docente Universitario dell’Università di Messina, l’Avv. Gianni
Toscano, che hanno valutato con equilibrio e competenza i nostri futuri Colleghi”.
Nelle parole dell’Avv. Barca si coglie il senso profondo dell’iniziativa:
“La forma è sostanza. Lo dico sempre da avvocato. E la formazione è la forma più alta della nostra
professione. Non formiamo solo tecnici del diritto, formiamo difensori di diritti, coscienze critiche, uomini
e donne che domani avranno in mano la libertà delle persone. Se abbassiamo il livello culturale,
abbassiamo il livello della giustizia. Palmi, da questo punto di vista, non vuole abbassare la testa. Vuole
alzare l’asticella”.
Un messaggio chiaro, che va oltre il Foro di Palmi e parla a tutta l’Avvocatura italiana: senza cultura
non c’è difesa, senza formazione non c’è futuro.
Ora per i praticanti si apre l’ultima sfida: l’esame di dicembre. Con una consapevolezza in più: alle loro
spalle c’è un Ordine che ci ha creduto e crede in loro.





