Palmi, accusato di omicidio e tentato omicidio. Il 24 giugno inizia il processo a Chiappalone

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PALMI – Il 24 giugno dovrà presentarsi in aula, dinanzi alla Corte d’Assise di Palmi, Paolo Chiappalone, il barbiere di Palmi accusato di aver ucciso Martino Luverà e ferito l’avvocato Francesco Nizzari, la sera del 13 novembre del 2010.

La Procura di Palmi, che ha coordinato le indagini condotte dai carabinieri della locale Compagnia, sostiene di aver raccolto prove schiaccianti nei confronti di Chiappalone, che dovrà quindi rispondere dei gravi reati di omicidio e tentato omicidio.

Il 24 giugno, dunque, l’udienza preliminare, alla quale l’imputato – attualmente in carcere – si presenterà difeso dagli avvocati Guido Contestabile e Girolamo Curti; il sostituto procuratore Andrea Papalia, titolare dell’indagine, chiederà che venga ammesso il giudizio immediato, senza quindi passare per l’udienza preliminare.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Palmi, Chiappalone le sera del 13 novembre di tre anni fa, avrebbe teso un agguato all’avvocato Nizzari, attendendolo al rientro sotto casa. Solo per errore un proiettile avrebbe colpito Luverà, attingendolo letalmente. La vittima designata in realtà era proprio Nizzari, che rimase ferito nella sparatoria.

Forse il rancore che Chiappalone nutriva verso il professionista palmese, alla base del gesto che è costato la vita ad un uomo che si trovava lì solo per caso. Nizzari, infatti, aveva curato la causa di separazione della ex moglie di Chiappalone, a cui non sarebbe andato giù il fatto di essere stato costretto a lasciare la casa coniugale. Alla notizia, poi, che avrebbe dovuto pure pagare le spese legali all’avvocato Nizzari, Chiappalone avrebbe perso la testa.

A confermare la presenza di Chiappalone la sera dell’omicidio, ci sarebbero le immagini riprese dai circuiti di video sorveglianza ed i tabulati telefonici, dai quali emergono numerosi contatti tra Chiappalone e Nizzari pochi giorni prima della sparatoria.

All’arresto gli inquirenti sono giunti nell’ottobre scorso, dopo due anni di indagini. Chiappalone,  dopo l’arresto, ha sempre negato ogni suo coinvolgimento nell’episodio. Saranno i giudici a stabilire se quanto sostiene l’imputato sia vero.