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Operazione Alchemia, la Corte d’Appello assolve i fratelli Gagliostro: confermata l’inesistenza della presunta cosca di Palmi

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Si è concluso davanti alla Corte d’Appello di Reggio Calabria il secondo grado del processo scaturito dall’operazione antimafia “Alchemia”, una delle più rilevanti inchieste della Direzione distrettuale antimafia reggina degli ultimi anni.

Al termine del giudizio, i magistrati hanno respinto l’appello della Procura nei confronti dei fratelli Candeloro e Carmelo Gagliostro, confermando l’assoluzione di quest’ultimo e disponendo anche l’assoluzione di Candeloro Gagliostro, che in primo grado era stato condannato per associazione per delinquere semplice dopo la riqualificazione dell’originaria contestazione mafiosa.

La decisione assume particolare rilievo perché conferma, anche in secondo grado, la mancata prova dell’esistenza della presunta organizzazione mafiosa denominata “Gagliostro”, che secondo l’impostazione accusatoria avrebbe avuto base a Palmi e interessi economici estesi anche fuori dalla Calabria.

La Corte ha inoltre assolto diversi imputati che erano stati condannati in primo grado per associazione per delinquere semplice o per concorso esterno in associazione mafiosa, riformando parzialmente la sentenza emessa dal Tribunale di Palmi.

Diverso l’esito per altri imputati coinvolti nel procedimento: i giudici hanno infatti riconosciuto la partecipazione alla cosca “Raso-Gullace-Albanese” per alcuni soggetti, pronunciando nuove condanne in accoglimento dell’appello proposto dal pubblico ministero.

L’inchiesta “Alchemia”, scattata nel luglio 2016 con l’esecuzione di 42 misure cautelari tra Calabria, Liguria e Piemonte, aveva acceso i riflettori su presunti rapporti tra la cosca “Raso-Gullace-Albanese” di Cittanova e quella che gli investigatori ritenevano essere una struttura mafiosa riconducibile alla famiglia Gagliostro di Palmi. Proprio quest’ultima ipotesi accusatoria, tuttavia, non ha trovato conferma né nel giudizio di primo grado né in quello d’appello.

Con la sentenza pronunciata dalla Corte reggina si chiude dunque un altro importante capitolo giudiziario dell’operazione Alchemia, con il definitivo riconoscimento dell’assoluzione dei fratelli Gagliostro dalle accuse associative contestate nel procedimento.