La proprietà di una casa e la pensione della madre anziana e malata hanno armato le mani di un uomo contro suo fratello, hanno infiammato gli animi di una intera famiglia contro il parente “approfittatore”.
Un odio cieco che avrebbe spinto la famiglia Scarfone a occupare “militarmente” la casa della vittima e a ucciderlo davanti alla moglie.
L’omicidio di Antonio Scafone era stato commesso il 14 agosto dello scorso anno a Rosarno. Per quel delitto erano già stati arrestati il fratello di Antonio, Angelo, e il nipote Luigi Timpani. Nella mattinata di ieri, i carabinieri della compagnia di Gioia Tauro, guidata dal tenente Gabriele Lombardo, hanno dato esecuzione a una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere(leggi l’articolo) nei confronti di altri due parenti della vittima, vale a dire la sorella Vittoria Scarfone e suo marito Vincenzo Timpani.
Nella nuova ordinanza si può leggere in maniera integrale la testimonianza della moglie di Antonio Scarfone, Soumia Lachhab, che racconta a poche ore dall’omicidio dell’odio dei parenti per quella casa e degli attimi in cui sarebbe stato commesso il delitto.
«Sono convinta che a sparare (a mio marito ndr) sia stato Angelo Scarfone perché lui aveva la pistola in mano». La donna, ancora sotto choc per quanto avvenuto davanti alla sua abitazione, racconta quanto avrebbe visto ai carabinieri.
«Circa un anno fa – dice la donna – mio cognato Angelo, ed i nipoti di mio marito, Zeno Timpani, Luigi Timpani, Enzo Timpani, Rocco Guida, il fratello di Rocco che mi pare si chiami Salvatore Guida, sono entrati all’interno della nostra abitazione e hanno derubato. Lo scorso anno in quell’occasione ricordo bene c’era anche mia cugina Miariam Kouigi, che era la badante di mia suocera e vennero in casa nostra e ci obbligarono ad andare via…In quell’occasione hanno persino asportato il cd contenente le registrazioni del sistema di video someglianza di cui la nostra casa è dotata, rendendolo inservibile…Con i parenti di mio marito ci sono stati sempre problemi legati all’abitazione nella quale viviamo perché loro ne rivendicano la proprietà…Questa mattina verso le ore 9 ci siamo svegliati e mi sono accorta che in giardino c’erano sei persone tutte armate. Queste persone erano Zeno Timpani nipote di mio marito e figlio di Vittoria, Luigi Timpani. Guida Rocco, Enzo Timpani Guida Salvatore e Angelo Scarfone. Ci hanno aggredito dicendoci che ce ne dovevamo andare altrimenti ci avrebbero ammazzati. Noi così siamo andati da mia sorella…Verso le 23.24 siamo partiti da casa di mia sorella per fare ritorno a casa…Giunti a casa…ricordo che l’automobile era ancora accesa e che li fuori c’erano Vittoria, la sorella di mio marito e Enzo Timpani. Subito Enzo si è avvicinato a mio marito e hanno iniziato a parlare. Io ero rimasta nella macchina e Vittoria mi ha detto te ne devi andare altrimenti ti ammazziamo… Appena è sceso dalla sua macchina Angelo Scarfone ha puntato la pistola contro il vetro della autovettura nella quale ero seduta e miha detto: “stronza bastarda o te ne vai via o ti ammazzo!”…Ha iniziato a insultarlo dicendogli stronzo bastardo e gli ha puntato una pistola contro. Mio marito ricordo che gli ha detto ‘’io non sono armato guarda” e apriva le braccia. Poi ho sentito due colpi di pistola e ho visto che tutti entravano in casa. Sono sicura del fatto che quando sono stati esplosi i colpi di pistola da parte di Scarfone Angelo, sua sorella Vittoria, Timpani Enzo e Guida Rocco si trovassero nel cortile adiacente l’ingresso di casa. quindi fuori dall’abitazione. Sono convinta che a sparare sia stato Angelo Scarfone perché lui aveva la pistola in mano».




