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Obesità infantile a Gioia: lo studio di Saverio Cambareri

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Saverio Cambareri
Saverio Cambareri
GIOIA TAURO – L’obesità infantile e adolescenziale è un problema serio e importante per la sua diffusione e per le malattie spesso associate.

Un altro aspetto preoccupante è l’elevata frequenza con cui bambini e ragazzi obesi tendono a restare obesi anche da adulti.

Uno degli errori più gravi dei genitori è quello di pensare che il problema si possa risolvere spontaneamente con lo sviluppo. Spesso non ci si rivolge agli specialisti, confidando nell’efficacia di diete “fai da te”, il cui fallimento risulta poi demotivante per il bambino e per la sua famiglia. Il trattamento dell’obesità infantile, ancor più di quella dell’adulto, deve invece prevedere un intervento multidisciplinare, capace di integrare diverse competenze specialistiche (pediatra, nutrizionista, psicologo, insegnante ISEF).

Sono ancora troppo frequenti tra i piccoli le abitudini alimentari scorrette, come pure i comportamenti sedentari. È questa la fotografia dei bambini scattata dal Sistema di sorveglianza «Okkio alla Salute», promosso dal Ministero della Salute e dal CCM (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie), che traccia una situazione `ancora grave´ quanto a sovrappeso dei bambini italiani. Infatti l’Italia resta ai primi posti d’Europa per sovrappeso e obesità nell’infanzia. 

Con la collaborazione degli insegnati della scuola primaria di Gioia Tauro: Auddino, Fabiano, Fontana,Corvo, Musicò, grazie alla Preside Catena Giovanna Moschella, il medico nutrizionista Saverio Cambareri ha raccolto i dati (peso, altezza, misure) di oltre cento bambini, della scuola Elementare, naturalmente in forma anonima, e dopo aver calcolato il BMI (indice di Massa Corporea) è emerso un dato che va oltre la media nazionale e quella Calabrese. Dei bambini esaminati (54 bambini e 54 bambine) sono risultati in eccesso ponderale il 31,6% ed il 3% è risultato invece sottopeso.

Secondo Cambareri il dato è allarmante, l’educazione alimentare resta cruciale: risultano ancora troppo frequenti tra i bambini le cattive abitudini che possono favorire l’aumento di peso. Dallo studio effettuato è emerso che il 10% dei bambini salta la prima colazione; il 28% fa una colazione non adeguata (ossia sbilanciata in termini di carboidrati e proteine); il 67% fa una merenda di metà mattina troppo abbondante; il 21% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura; il 43% consuma abitualmente bevande zuccherate e gassate.

La sedentarietà risulta elevata: il 30% non fa attività fisica il 52% ha la TV in camera, il 46% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi per più di 2 ore al giorno e solo un bambino su 10 viene accompagnato a scuola a piedi. 

Cambareri che si occupa di Nutrizione Clinica da oltre venti anni mette sotto accusa per quanto ad abitudini alimentari, le mamme.
«Ben 7 mamme su 10 – dice – non propongono mai ai figli il cibo che non gradiscono e tendono a ridurre l’entità del problema del sovrappeso e soprattutto delle sue complicanze metaboliche presenti (steatosi epatica, iperinsulinismo, HDL colesterolo ridotto, ipertensione arteriosa), questi elementi – conclude l’esperto – indirizzano ulteriormente a interventi di sensibilizzazione delle famiglie a una corretta alimentazione sin dai primi anni di vita (allattamento materno, corretto divezzamento, riduzione della selettività) e ad interventi terapeutici, nei casi conclamati di terapia educazionale nutrizionale con coinvolgimento di ragazzi, genitori, scuola e medici specialisti, come abbiamo cercato di fare nella nostra città grazie alla sensibilità dimostrata dal corpo insegnati».