Nuovo Ospedale, la replica della Lista Scopelliti all’interrogazione dei 5 Stelle

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I terreni su cui sorgerà l'ospedale a Palmi
I terreni su cui sorgerà l'ospedale a Palmi

Giuseppe SalettaPALMI – È la Lista Scopelliti presidente di Palmi a commentare l’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata penta stellata Dalila Nesci, sull’Ospedale della Piana.

La grillina, due giorni fa, ha infatti consegnato al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin un’interrogazione, sollevando dubbi sulla regolarità della procedura seguita per acquisire i terreni sui quali dovrebbe sorgere l’Ospedale nuovo della Piana, a Palmi, ed evidenziando, a suo avviso, sprechi economici che, sempre a suo avviso, potevano essere evitati. Gli stessi dubbi, insomma, più volte sollevati dal comitato pro Ospedale Unico della Piana del sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore e di Jacopo Rizzo e Giacomo Saccomanno.

«L’interrogazione della Nesci è stata presentata fuori tempo massimo – commentano Giuseppe Saletta, assessore alla sanità del comune di Palmi, e Antonio Papalia, consigliere comunale, entrambi LS – Fatta salva la sua prerogativa di deputata, di sottoporre interrogazioni ai Ministri su temi sensibili quale è quello della sanità, è evidente che l’interrogazione è frutto di una visione parziale, atteso che la Nesci non ha sentito l’esigenza di confrontarsi con il sindaco di Palmi, né con la Provincia di Reggio Calabria, tanto meno con il governatore Scopelliti».

La Nesci nella sua interrogazione ha scritto: «Abbiamo rilevato una serie di gravi problemi amministrativi che incidono in concreto sulla tutela del diritto costituzionale alla salute; l’iter per la costruzione dell’ospedale è caratterizzato da enormi sprechi e da irregolarità che la Calabria non può permettersi, specie alla luce delle carenze del sistema sanitario regionale e del corrente rientro dal debito. Le carte del caso mostrano che la Regione Calabria di centrosinistra ignorò la Conferenza dei sindaci del territorio, organo previsto da legge regionale, e la Regione di centrodestra fece altrettanto. Scorrendo i documenti si scoprono anomalie macroscopiche, che già aveva denunciato il Comitato civico, composto da esponenti di ogni colore politico».

Prosegue ancora la Nesci: «La vicenda era stata posta nel dimenticatoio e noi, grazie al Comitato civico, abbiamo esposto al ministro l’elemento di novità, cioè una nota del 4 giugno scorso dell’Agenzia reggina del Demanio, per cui non risulta mutamento di proprietà dei terreni su cui dovrebbe sorgere l’ospedale, volturati improvvidamente dalla Provincia di Reggio Calabria».

«Con la nostra interrogazione al ministro della Salute – conclude l’interrogazione –  il governatore regionale Scopelliti, Commissario straordinario, è obbligato a scegliere, a dire se l’ospedale lo vuole ancora lì o su altro terreno, nel rispetto delle regole. Sul piano politico la vicenda conferma l’equivalenza dei partiti e il nuovo orientamento dei cittadini, uniti dai bisogni reali e dalle battaglie per la risoluzione dei problemi».

È bene ricordare che l’iter è stato più volte vagliato dagli organi inquirenti: le fiamme gialle, infatti, hanno per ben due volte controllato i documenti relativi alla compravendita dei terreni, che non possono essere del Patronato Regina Elena, in quanto soppresso a seguito della legge sull’abolizione degli enti inutili; inoltre va detto che la conferenza dei sindaci della Piana, ha espresso un parere che non vincolava affatto gli organi preposti a scegliere la sede dell’Ospedale.

Sui presunti sprechi, invece, commentano Saletta e Papalia: «quello della Nesci è un attacco a Scopelliti, al quale si imputano sprechi che però sono stati smentiti finanche dal tavolo Massicci».