«Numeri importanti al Porto di Gioia Tauro ma adesso urge la nomina di un Presidente»

Nota stampa congiunta del sindaco di San Ferdinando e del segretario generale della Cgil Piana

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Si era davvero in pochi, solo qualche anno fa, a credere che la realtà portuale di Gioia Tauro, potesse liberarsi dalle sue ricorrenti crisi, recuperare la sua vitalità, e, soprattutto, disinnescare la bomba sociale costituita da 377 licenziamenti.

Oggi, lo scalo registra un incremento del 39%, sfiora i 2.000.000 di TEU, ha tutte le banchine occupate, i container sono disposti su 4 file, i licenziati sono stati in larga parte assorbiti, e c’è la fondata certezza che l’area sia insufficiente ad accogliere la mole, attuale e prevista, di traffico marittimo.

Sono queste solo alcune delle tessere colorate che sostituiscono quelle del mosaico precedente il cui grigiore evocava immagini tristi di smobilitazione e crollo.

Tessere ancora più preziose perché intagliate tra i limiti  e le angustie di una Autorità Portuale commissariata da 5 anni, che opera con un organico ridotto ( 23 unità su 60 necessarie), con 4 porti da gestire e che utilizza le vecchie gru perché quelle cinesi, di ultima generazione, sono in attesa di collaudo.

Tessere vitali che disegnano uno scenario nuovo di ritrovata centralità che promette percorsi prima inimmaginabili: 4 Milioni di TEU!

Uno scenario adrenalico, costruito con tenacia da mani operose e sapienti, che, oggi, chiede di ottimizzare  risorse e potenzialità per definire complementarietà  e specializzazioni utili a trasformare Gioia Tauro in un poderoso giunto cardanico  capace di trasmettere il suo moto produttivo alla Calabria e al Mezzogiorno.

Tutto questo oggi è possibile, ma è urgente compiere scelte definitive e lungimiranti per conferire alla struttura portuale la completezza e la organicità necessarie alle sfide.

E la prima di queste scelte da compiere è la nomina, non più differibile, del Presidente dell’Autorità Portuale.

Una guida dotata di provate competenze, di visione, in grado di dare alla fatica quotidiana il senso e il valore di un gesto che costruisce la storia.

Scelta non difficile, allora, se a muovere il decisore non saranno complicate alchimie politiche, ma sarà la volontà di sostenere e proteggere lo scalo calabrese, il suo fervore produttivo, la sua fisiologia virtuosa e quel suo riverbero captivo capace di avviare percorsi rapidi di trasformazione in un’area, fino ad oggi, condannata  alla deprivazione e al  transito.

Il porto di Gioia Tauro, porto della Piana e della Calabria, ha tutti i requisiti per essere la prua di una nave pronta alla navigazione più ardita e altrettanto pronta ad offrire, con generosità, le sue merci più preziose: occupazione, legalità, benessere, cultura e avanzamento civile.