Ha il timbro dell’internazionalità il premio “Pentimalli – Paolo VI – Campanella”,
istituito per volontà del Prof. Domenico Pirrotta, Dirigente Scolastico dell’omonimo
Istituto Comprensivo di Gioia Tauro, da conferire a personalità che si sono distinte nel
proprio lavoro e che fra i banchi di quella stessa scuola hanno studiato e si sono
formati.
Nella sua prima edizione, il premio è stato assegnato a Giuseppe Giofrè, ballerino e
coreografo di riconosciuta fama mondiale, partner delle strepitose performance
artistiche di stelle del pop mondiale, come Britney Spears, Taylor Swift e Jennifer
Lopez.
E per ricevere il meritatissimo riconoscimento, il 5 settembre, Giuseppe è tornato nella
sua Gioia Tauro, nell’Auditorium “Celestino Fava”, che si affaccia sul quartiere in cui
lui è cresciuto e ha trascorso la sua infanzia. “Proprio qui di fronte”, chiosa l’artista a
inizio della manifestazione di cui è stato il protagonista.
È arrivato “a scuola” senza pose e modi da divo, con una semplice t-shirt e pantaloni,
entrambi bianchi, che hanno dato risalto alla sua abbronzatura dorata e, soprattutto, al
sorriso dolce e disponibile e agli occhi luminosi e attenti a seguire tutto e tutti,
dall’inizio alla fine.
Ad attenderlo le sue insegnanti e alcuni dei compagni di allora, oltre alla comunità
scolastica dell’Istituto Comprensivo, in tutte le sue componenti.
Con lui, al centro del tavolo dei relatori, oltre al Dirigente Pirrotta, il Vicepreside Mario
dal Torrione, che ha moderato l’evento, la collaboratrice Stefania Spezzano e un’amica
d’infanzia di Giuseppe, la Prof.ssa Maria Pia Parrello, che ha fatto da tramite per la
Scuola, contattandolo direttamente per comunicargli del premio e che con commozione,
riportandosi con la memoria al tempo passato, ne ha ricordato i primi passi di danza
improvvisati giù in strada, sui marciapiedi di via Trinacria, già mostrando quel talento
che lo avrebbe condotto lontano.
Ed è sui talenti che si sofferma il Dirigente nel suo saluto introduttivo, talenti che la
Scuola deve individuare e coltivare, non solo per dare a ciascuno la possibilità di
realizzare se stesso, ma anche per assolvere alla funzione sociale di riscatto della nostra
terra, di questo Sud, che partorisce eccellenze, attraverso le quali anche la bellezza dei
nostri territori può essere esportata.
E di storie come quella di Giofrè ce ne sono tante, iniziate in modo semplice, ordinario
e gioioso, come traspare dalla foto di classe, che lo ritrae bambino col grembiulino, con
i compagni e le insegnanti, che ne hanno ricordato il singolare talento in tutte le attività
artistiche realizzate a scuola, come è emerso anche dalla pagella di terza media,
recuperata dagli archivi e commentata con ironia anche dallo stesso Giuseppe.
E da allora di strada percorsa ce n’è stata tanta, ma nulla è arrivato dall’alto: “Bisogna
lavorare tanto, studiare sempre per tutto ciò che si fa e occorre anche tanto coraggio
nel lasciare la propria casa, per assecondare la propria passione”, dice l’artista e,
anche se la sua fama ha travalicato i confini, la spontaneità, la generosità e la gentilezza
di questo ragazzo di Gioia Tauro (negli USA lo conoscono proprio così, come “G.G.
from Gioia Tauro”, dice sorridendo) sono rimaste le stesse e lo dimostra dalla
disponibilità con cui risponde alle domande degli studenti della Scuola o quando
ascolta e applaude in piedi la giovane orchestra della Pentimalli, che esegue intermezzi
musicali in suo onore, o ancora quando non si sottrae alle richieste di foto e di autografi
da parte dei tantissimi presenti.
Lo scultore gioiese Cosimo Allera, altra eccellenza del territorio, presente al tavolo dei
relatori proprio accanto a Giuseppe, ha realizzato il premio: una scultura leggera nel più
duro dei metalli, l’acciaio, che raffigura un ballerino accanto ad una chiave di violino e
ad una nota musicale; un’opera che celebra la danza, che nel passo di Giofré è
“armonia perfetta tra movimento e melodia e trasmette emozione e storia attraverso la
sua arte”, spiega lo scultore.
Ricevere un premio per i propri meriti professionali dalla città che ti ha visto nascere e
crescere è motivo di orgoglio, ma ricevere un riconoscimento dalla scuola frequentata
da bambino ha un valore aggiunto, perché è intriso delle tonalità dell’impegno, dello
studio e della disciplina, indissolubilmente legati al raggiungimento pieno degli
obiettivi educativi.
E Giuseppe Giofré da oggi assumerà anche questo ruolo morale, di guida ed esempio
per le giovanissime leve della realtà scolastica gioiese nel percorso verso il successo,
scolastico e non solo, lasciando anche a tutta la comunità educante la consegna morale
di lavorare con scrupolo sui ragazzi, per accompagnarli nella realizzazione dei propri
sogni.





