venerdì, 20 Marzo, 2026
7.6 C
Palmi
Home Altre Notizie “Mobilitarsi contro il raddoppio dell’inceneritore”

“Mobilitarsi contro il raddoppio dell’inceneritore”

0
755
fonti
L'inceneritore di Gioia Tauro

Riceviamo e pubblichiamo
Ancora una volta il nostro territorio viene considerato la discarica della Calabria! Il raddoppio dell’inceneritore previsto dal Piano Regionale dei Rifiuti 2016 è perfettamente in linea con la politica scellerata degli ultimi decenni che, puntando sulla pura logica del profitto di pochi, decide di sacrificare l’ambiente e la salute dei cittadini gioiesi e della Piana tutta.

Finanche la Commissione Europea invita il nostro Ministero a studi più dettagliati, a fronte delle preoccupazione delle ricadute ambientali degli impianti di incenerimento.

Ricordiamo la lunga battaglia che da anni si combatte per evitare l’implementazione dell’inceneritore di contrada Cicerna con l’attivazione della terza e quarta linea.

La raccolta differenziata “porta a porta” è stato dimostrato è l’unica soluzione al corretto e sostenibile smaltimento dei rifiuti: riciclare quindi, non incenerire.

Solo per fare un esempio a Gioia Tauro con una corretta gestione dei rifiuti si era passati dal conferire 3 compattatori al giorno di indifferenziato a solo 1 a settimana.

A cosa serve quindi raddoppiare l’inceneritore? La Regione vuole veramente puntare sulla raccolta differenziata porta a porta? O si vogliono bruciare rifiuti anche di altre Regioni come avvenuto in passato?

Eliminare le discariche implementando l’inceneritore è una soluzione? La salute dei cittadini ha un prezzo? A Gioia Tauro ultimamente siamo abituati ad ascoltare solo  proclami  e promesse con improbabili “Tavoli Tecnici di Tutela Ambientale” fini a se stessi, mentre la raccolta differenziata crolla dal 65% allo zero% e l’isola ecologica comunale viene sequestrata perché, sembrerebbe,  gestita come una vera e propria discarica.

Non ci interessano futuri aumenti di royalties, ne gli annunci del sindaco Pedà con i suoi tavoli tecnici dove si stabilirà il prezzo al quale svenderemo il nostro presente e  il futuro dei nostri figli.

L’unico tavolo tecnico al quale partecipare deve essere quello relativo a un progressivo smantellamento dell’inceneritore che secondo studi scientifici provoca un aumento delle patologie tumorali nelle popolazioni circostanti.

Si incominci invece a ragionare su come riassorbire i lavoratori dell’inceneritore magari in un impianto di compostaggio dell’umido che tanto servirebbe al territorio.

L’alternativa a inceneritori e discariche esistono da tempo (impianti di compostaggio,trattamento a freddo, impianti di selezione e di stabilizzazione biologica dei rifiuti e suddivisione dell’organico pulito, etc.) assieme alla raccolta dell’organico, attraverso la minimizzazione dei rifiuti residui garantirebbero la strada da percorrere verso i “rifiuti zero”.

Siamo coscienti della disaffezione dei cittadini verso la politica ma siamo altresì convinti che è proporzionalmente aumentata la preoccupazione per i temi ambientali e la nascita di diversi comitati ambientalisti trasversali in tutte le cittadine della Piana ne è una testimonia diretta.

Facciamo un appello alla mobilitazione a chiunque voglia  veramente preservare il diritto a vivere in una ambiente sano, chiediamo inoltre a tutti i sindaci della Piana a partire proprio da  Pedà di fare sentire la loro voce ed  opporsi con forza all’ennesima compravendita del territorio, difendendo così la popolazione e onorando il loro mandato.
Monica Della Vedova
Jacopo Rizzo