Lascia il carcere Mariano Delfino, 29 anni, originario di Sant’Eufemia d’Aspromonte e residente a Pellegrina di Bagnara Calabra, pregiudicato, chiamato a rispondere dei reati di coltivazione di 403 piante di canapa indiana e di detenzione di circa 40 chili di marijuana, delitti aggravati dall’ingente quantitativo di droga detenuta.
Il Gup di Reggio Calabria, in accoglimento dell’istanza presentata dal legale Giuseppe Alvaro, ha concesso a Delfino gli arresti domiciliari.
Mariano Delfino era stato arrestoato dai Carabinieri di Bagnara Calabra il 3 ottobre scorso insieme al fratello Rocco Graziano, e ad altri due giovani di Sinopoli, attualmente in carcere.
Erano stati sorpresi dai militari in un terreno ubicato nella frazione Ceramida di Bagnara Calabra su cui era stata coltivata una piantagione di canapa indiana composta da 403 piante ad alto fusto, completamente fiorite, dell’altezza media di tre metri circa, dislocata su quattro terrazzamenti di circa 2 mila metri quadrati.
Inoltre, in un casolare abbandonato attiguo al terreno, gli agenti, coadiuvati da personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, avevano trovato circa 40 chilicirca di marijuana in lavorazione sparsa nei due piani dell’edificio, oltre a una serie di attrezzi strumentali alla coltivazione.
Il Gip di Reggio Calabria, dopo aver convalidato l’arresto in flagranza, applicava nei confronti di tutti gli indagati la misura cautelare della custodia in carcere richiesta dal pubblico ministero.
Successivamente, l’ufficio di Procura competente, in relazione alla stessa vicenda procedeva a contestazioni suppletive, ottenendo dal Gip l’emissione di una seconda ordinanza cautelare di custodia in carcere a carico di tutti gli indagati, in relazione alla circostanza aggravante dell’ingente quantitativo di droga.
In attesa del processo, che si celebrerà con le forme del rito abbreviato, richiesto da tutti gli imputati, l’Avvocato Giuseppe Alvaro ha presentato per Mariano Delfino istanza di scarcerazione sostenendo che, per il tempo decorso e per il comportamento tenuto durante la misura cautelare, le esigenze cautelari potevano essere ritenute attenuate ed adeguatamente tutelate con la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari in un luogo distante dal contesto nel quale sono avvenuti i fatti. Il GUP di Reggio Calabria, condividendo i rilievi difensivi, ha accolto l’istanza, disponendo la sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari.





