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Lo studio sul gioco d’azzardo a Gioia del sociologo Sanpaolo

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sala scommesseGIOIA TAURO – “Un quadro non particolarmente allarmante ma con criticità che potrebbero dar luogo a fenomini ludopatici pericolosi per il tessuto sociale”. Sono queste in sintesi le conclusioni dell’indagine del sociologo Walter Sanpaolo sul fenomeno del gioco d’azzardo a Gioia Tauro.

Lo studio è stata effettuato su un campione di mille scommettitori intervistati all’esterno di alcuni centri per le scommesse la scorsa primavera. I dati

Il 21% degli scommettitori è composto da donne mentre i 4/5 dei giocatori complessivi ha meno di 40 anni.

C’è invece un tendenziale equilibrio tra i single e le persone sposate.

La giocata media è economicamente contenuta ma circa un terzo degli intervistati ha dichiarato di giocare almeno sei giorni alla settimana.

Il 47% delle giocate è costituito dalle scommesse sportive, seguite a lunga distanza dai gratta e vinci e dalle slot machine.

La possibilità di giocare online direttamente da casa ha fatto registrare un incremento notevole di scommettitrici.

«Ultimo e più importante aspetto – si legge infine sullo studio sociologico di Walter Sapaolo – è quello motivazionale sul gioco. L’elemento di maggior allarme sociale è dato dal numero dei giocatori che effettuano scommesse con l’aspettativa di poter con ciò, ripianare situazioni economiche già compromesse. Invero – scrive ancora – quasi 1/5 degli intervistati, ha dichiarato di trovare nel gioco l’unica concreta possibilità di riequilibrare la propria condizione economica. Per il resto, gli intervistati giocano per passatempo o puro divertimento e 1/4 di essi con il miraggio di poter in caso di una grossa vincita cambiare il proprio stile di vita».