mercoledì, 4 Marzo, 2026
11.6 C
Palmi
Home Società I lettori scrivono a Inquietonotizie: la riflessione su S. Ippolito

I lettori scrivono a Inquietonotizie: la riflessione su S. Ippolito

La lettera inviata a Inquietonotizie.it dall'appassionato gioiese di storia locale Pino Sciarrone

0
1646
Pino Sciarrone
Pino Sciarrone

Riceviamo e pubblichiamo:
Quand’ero adolescente avevo ripulsa per questo nome; dopo avere colmato qualche lacuna dello scibile e spostato il punto di vista, esso è diventato il nome che amo di più e, non capisco per quale inghippo freudiano, lo associo ad un piatto di pasta e fagioli novelli da degustare nella prima giornata di pioggia del mese di Agosto.
Ippolito è un uomo e il suo cavallo.

Quando sono concentrato in un argomento, la mia mano, come quella di un medium, schizza, sul primo foglio che capita, un Ippolito o magari un cavallo alato, capace di volare al di sopra delle ineluttabili insidie della vita.

Ieri sera ho “digitato” Ippolito, anzi S. Ippolito. Dei tre o quattro scoperti, uno si festeggia il 13 Agosto così come a Gioia Tauro. Era questi un colto sacerdote del terzo secolo dopo Cristo, antipapa di S. Ponziano prima che l’imperatore Massimino non spedisse entrambi ai lavori forzati in Sardegna.

Quale sia il nesso fra questo personaggio storico e la nostra città non è dato saperlo, né è dato sapere (si fa per dire) perché il suo martirio, secondo la tradizione e l’iconografia cattolica sia consistito nell’essere travolto e trascinato dal suo stesso cavallo cui rimase rovinosamente imbrigliato.

A Trezene, città dell’Attica non a caso contigua alla penisola dei Calcidesi, nostri colonizzatori, già parecchi secoli prima di Cristo, si venerava il mito di Ippolito, figlio di Teseo compagno di Fedra.

I tragediografi Greci, come Euripide nell’omonima tragedia, descrivono con dovizia di particolari e giusto phatos la morte di Ippolito, reo di aver difeso con dignità la propria libertà e quel suo status di vergine fanciullo.

La dea Afrodite, indispettita dalla sua riluttanza (non si era fatto coinvolgere dall’amore di Fedra) scatena un toro infuriato ovvero l’ira di Poseidone sicché il cavallo , spaventato dalla furia del toro e del mare, s’imbizzarrisce e lo disarciona trascinandolo, imbrigliato, lungo la riva del mare fino alla morte.

Gli scavi archeologici hanno portato alla luce il tempio di Ippolito nei pressi dell’attuale Trezene.

Presso il museo di Reggio Calabria è possibile ammirare una coppia di vasi, di fattura Calcidese e provenienti dagli scavi di Metauros; in entrambi è raffigurato un uomo a cavallo…

Nel meridione d’Italia le località la cui denominazione ci riconduce a tale mito sono numerose e vanno da Caltagirone a Pachino, da Bovalino a Cosenza, da Messina a Catanzaro.
E’ forte il desiderio di ringraziare il professore Rocco Ruggero,uomo autentico, silente studioso di miti e di riti.

Pino Sciarrone