omar spanò e francesco pisano
Omar Spanò e Francesco Pisano durante la conferenza stampa

Una missiva anonima contenete minacce è stata recapitata qualche giorno addietro all’indirizzo dell’imprenditore Omar Spanò. Quella che doveva essere una normalissima consegna postale, riscontrata, peraltro dalla moglie, è diventata motivo di turbamento per l’esponente di Polistena Futura – prossimo candidato alle comunali del 2027 – e per la sua famiglia.

Il gruppo di minoranza, guidato da Francesco Pisano ha voluto stringersi solidalmente attorno a Spanò, indicendo una specifica conferenza stampa, alla presenza di direttivo e candidati, per denunciare il clima di veleni e destabilizzazione venutosi a creare in città e acuitosi, con l’inizio ufficioso di una campagna elettorale che si prospetta lunga e pugnace, in vista della tornata elettorale per il rinnovo della governance cittadina. «È una situazione grave ma non nuova che subiamo da 5 anni – ha esordito Pisano aprendo l’incontro con i giornalisti – che se da una parte ci fortifica, dall’altra ci mortifica, perché rischia di allontanare le persone dalla politica».

A ripercorrere le tappe di una vicenda opaca e riprovevole è stato il protagonista – componente del direttivo provinciale di Forza Italia e gestore di un esercizio pubblico di bar e caffetteria all’interno dell’ospedale Santa Maria degli Ungheresi di Polistena – spiegando come la missiva, (datata 7 settembre, giorno del suo compleanno, spedita da Torino e recapitata il 5 ottobre, nda), redatta con l’uso del normografo e dall’ortografia incerta, contenga offese alla sua persona, precisi riferimenti alla sua attività lavorativa, ed infine, gravi minacce a desistere dal suo diretto coinvolgimento politico.

Sebbene mai prima d’ora avesse subito atti intimidatori, Spanò si è detto turbato ma nient’affatto intenzionato al passo indietro in campo politico confermando appieno la sua intenzione di essere al fianco di Pisano e Polistena Futura nella prossima battaglia politica per le comunali, ricusando il contenuto della lettera minatoria e chiarendo di aver immediatamente sporto denuncia sull’accaduto presso il locale commissariato di Pubblica Sicurezza. «Continueremo la nostra attività politica» ha, quindi, ribadito fermamente, analizzando un atto che «rafforza le mie convinzioni ad andare avanti per vincere le elezioni e governare questo paese».

Un gesto progettato a conclusione della festa di Polistena Futura, nella quale Spanò aveva reso pubblica la sua intenzione di correre nella compagine dell’attuale opposizione consiliare, e collegato, secondo quanto riferito dagli esponenti della formazione civica, agli altri (volantini di dileggio, minacce reali e virtuali, uso improprio di droni durante le loro manifestazioni) che si sono palesati nel corso del tempo in danno ad esponenti della minoranza per destabilizzare le persone a loro e vicine e avvelenare il clima politico.

«Pensiamo che questa azione possa provenire da chi teme il cambiamento in questo paese; da chi abbia utilizzato una certa politica clientelare che con noi sarà spazzata via dal Comune» ha tuonato Francesco Pisano, lamentando una percettibile lontananza delle istituzioni preposte, Prefettura in testa, ma anche Procura, pur costantemente relazionate sulle denunce avanzate. «Evidentemente, l’avvicinamento di Omar a Polistena Futura significa lo spostamento di equilibri importanti che fanno paura a coloro che hanno interessi consolidati» ha proseguito il capogruppo che si è domandato, ancora una volta, se lo scopo di tali gesti possa essere riconducibile alla volontà di alzare i toni e «allontanare chi voglia affacciarsi alla politica».

«Vogliamo fare politica seria e lavorare per questa comunità per rendere tutti protagonisti ma vogliamo anche risposte dalle istituzioni per i gesti compiuti da questi vigliacchi coperti dall’anonimato» ha concluso Pisano annunciando l’affissione di un apposito manifesto a sostegno di Spanò per informare la cittadinanza.