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Lato2 traccia il bilancio del Tradizionandu

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Giuseppe Guerrisi
Giuseppe Guerrisi
CITTANOVA – A pochi giorni dalla conclusione del “Cittanova Tradizionandu Etnofest”, il presidente di Lato 2  – Giuseppe Guerrisi – traccia  un bilancio dei tre giorni di musica e cultura e avanza una riflessione sul futuro della manifestazione.

“Il Tradizionandu – ha dichiarato Guerrisi – si è confermato anche quest’anno, uno strumento di risveglio culturale per Cittanova e per l’intero territorio della Piana”.

Sei concerti, oltre sessanta musicisti sul palco, convegni, seminari, escursioni: questa l’offerta della settima edizione del Tradizionandu, frutto della sinergia tra associazionismo e società civile.

Un’organizzazione  che ha il merito di aver portato a Cittanova  grandi  artisti e musicisti di alto spessore: Tonino Carotone, Zuralia Orchestra, Lollo Meier, Rares Morarescu e ancora, Mujura, Antonio castrignanò, Tarantprojetc e Mario Venuti. Tutti nomi affermati nel panorama della musica internazionale.

“Lato2 – ha dichiarato   Giuseppe Guerrisi –  negli anni ha voluto mettere l’impegno e quindi la faccia, nei grandi processi di cambiamento di questa terra. Il nostro obiettivo era lanciare segnali di apertura e di risveglio morale e culturale. Noi crediamo di esserci riusciti , crediamo di aver fissato un primo tassello importante di un percorso più lungo ed entusiasmante verso una nuova era di dialogo e confronto. Questa associazione  – ha prosguito  il presidente di Lato 2 – vive di volontariato e di voglia di affermare un concetto cruciale: noi ci siamo e ci mettiamo a disposizione del nostro paese, della nostra terra. Cittanova è con noi, e di questo siamo felici.  Il Tradizionandu – ha sottolineato Guerrisi – si impegna a miscelare suoni e culture nel solco di un percorso culturale d’ampio respiro. Un progetto che teorizza i limiti della tradizione e cerca le contaminazioni per cementare un glocalismo ormai concreto.  Con umiltà e impegno proveremo ad andare avanti. Chiudiamo la settima edizione del festival – ha concluso – con la convinzione forte che davvero le rivoluzioni si fanno cantando”.
Elisabetta Deleo