“Itaca Free”, Ammiragli: «La mia è una condanna ingiusta»

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«Sono stato condannato ingiustamente a sette anni di reclusione, dal Tribunale di Catanzaro e confermati dalla Corte di Appello di Catanzaro, nell’ambito del procedimento denominato Itaca, manifesto la mia estraneità ai crimini contestatimi e confido di riuscire a  dimostrare la mia innocenza nelle opportune sedi giudiziarie, dinanzi a magistrati che spora possano valutare in maniera serena ed imparziale le infamanti accuse mosse, nei miei confronti, da personaggi, dalle condotte poco chiare, le cui dichiarazioni sono state erroneamente valutate, dai giudici catanzaresi e, dai medesimi decidenti, ritenute credibili e veritiere».

«Non mi sono mai reso autore di alcuna tentata estorsione in ordine alla costruzione del porto di Badolato, rispetto al quale sono stato impegnato in operazioni di dragaggio per tre soli mesi nell’anno 2008. I lavori appaltati alla Saltec avrebbero, invece, dovuto concludersi già nel 2006; quindi, molto tempo prima dell’attività commissionata al sottoscritto».

«Confido di riuscire dimostrare la mia estraneità all’anzidetta vicenda e per questa ragione mi sono, di recente, rivolto alla Commissione Parlamentare Antimafia e alla Procura della Repubblica di Salerno per avere audizione e manifestare la mia indignazione sui fatti emersi nel processo Genesi che, ritengo, abbiano danneggiato la valutazione della mia posizione da parte della Corte di Appello di Catanzaro. Comunico, pertanto, agli organi di stampa la mia decisione di intraprendere lo sciopero della fame e di interrompere le severe cure mediche, cui sono da tempo sottoposto a causa di numerose patologie di cui sono afflitto, finché non verrò ascoltato dai suindicati uffici».