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Intitolata ai Carabinieri Fava e Garofalo la Ocean Dream della Lega Navale di Palmi

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Il legame fra uomo e mare è antico e profondo: da fonte di sussistenza a mezzo di conoscenza, nel
corso del tempo questo rapporto si evoluto, trasformandosi e, a volte, anche degradandosi a veicolo
d’inganno e di morte per inconsapevoli e disperati esseri umani.
Ma la rinascita e il riscatto sono sempre pronti ad offrire nuove opportunità. Ed è con questo spirito che
si è tenuta, nella sede della Lega Navale di Palmi, presso il porto di Taureana, la commovente e
suggestiva cerimonia d’intitolazione della barca a vela Jeanneau Sun Odissey 42 Ocean Dream alla
memoria dei Carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, una scelta che supera la mera
commemorazione, manifestandosi come azione concreta d’impegno civico e testimonianza di autentico
rispetto della legalità.


“Mare di Legalità” è, per l’appunto, il nome del progetto nazionale, promosso e voluto dal Presidente
della Lega Navale Italiana, Ammiraglio Donato Marzano, la cui finalità è trasformare i beni confiscati
alla criminalità organizzata in veicolo dei valori della legalità. Lo ha ricordato nel suo appassionato
saluto di apertura, il Presidente della Lega Navale di Palmi, l’Avv. Giovanni Grillea, che, con questa
iniziativa, ha aggiunto un nuovo pregevole tassello alle lodevoli attività realizzate dalla Sezione di
Palmi nel corso della sua presidenza. “È un atto civile e morale”, ha sottolineato Grillea, che si erge su
tre parole: memoria, giustizia, speranza, e, ricordando la storia della Ocean dream, ha sottolineato
come, anche attraverso l’intitolazione ai due eroi civili, uno strumento d’illegalità, impiegato nella
tratta dei migranti, può diventare simbolo di memoria e di riscatto sociale, bussola e rotta per le future
generazioni. “E sono ben trentuno in tutta Italia le barche intitolate alle vittime della mafia e del
terrorismo”, ha puntualizzato l’Ammiraglio Giuseppe Cannata, intervenuto per l’Ammiraglio Marzano,
fornendo ulteriori informazioni sul progetto e menzionando, altresì, il recente periplo effettuato in
Sicilia dalle barche della legalità.
Il giornalista Arcangelo Badolati, nel ruolo di moderatore, ha ricordato la storia dei carabinieri
Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, appuntati scelti in forza alla Radiomobile di Palmi, che a bordo
della propria auto, durante un controllo sull’autostrada, nei pressi dello svincolo di Scilla, il 18 gennaio
1994 vennero crivellati dai colpi esplosi da una mitragliatrice e provenienti da un’auto sospetta che
erano pur riusciti a segnalare. Per questo sacrificio, vennero insigniti della Medaglia d’oro al Valor
Militare alla memoria. Trentasei e trentuno gli anni dei due carabinieri, di cui venivano recise le
giovani vite e definitivamente sconvolte quelle dei propri familiari, la cui presenza ha destato profonda
commozione fra i partecipanti.

Molto significativo l’intervento del neoeletto Sindaco della Città di Palmi, Giovanni Calabria, che, con
composta commozione ha menzionato i due eroi, due colleghi, di cui ha voluto condividere ricordi
personali, dall’ultimo saluto, scambiato qualche giorno prima dell’eccidio, alla loro “giovialità e a
quella capacità innata di saper mantenere l’armonia”. Rivolgendosi ai familiari di “Vincenzo e Nino”,
ha sottolineato come il dolore dei congiunti sia anche il dolore di tutta l’Arma dei Carabinieri, laddove
ci siano perdite così premature, ma considerando anche come “dal ricordo di esempi positivi che gli
uomini dello Stato offrono costantemente” deve essere tratta la forza per andare avanti con coraggio.
E, per un bizzarro gioco delle coincidenze, era come se “Vincenzo e Nino”, come li ha affettuosamente
chiamati il Sindaco, avessero voluto radunare tutti coloro le cui vite, anche solo virtualmente, si erano
incrociate con le proprie: nei successivi indirizzi di saluto del Vicario Vescovile, Mons. Giuseppe
Varrà, della Sostituta Procuratrice della Repubblica, Dott.ssa Teodora Pottino di Capuano e del Tenente
Colonnello dei Carabinieri, Carmine Mungiello, la presenza dei due eroi, nel menzionare ora le
celebrazioni, ora i corsi di formazione delle Scuole Allievi Carabinieri, perfino nella via di residenza, è
un memento a seguire e perseguire la legalità.
Da ultimo, Don Pino De Masi, prendendo la parola per l’Associazione Libera, ha completato le
riflessioni di chi lo ha preceduto, sottolineando che la legalità è il volto concreto dell’amore per la terra
in cui si vive e la memoria di chi non c’è più diventa sinonimo di responsabilità.
Ed è stato ancor più significativo quanto seguìto: una veleggiata sottocosta, su un mare blu cobalto dai
riflessi oro, solcato, fra le altre, da tre imbarcazioni della Lega Navale, che a vele spiegate riportavano i
volti e i nomi di questi martiri moderni, a cui la brezza del mare restituiva il respiro. Ocean dream, con
issata la vela raffigurante Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, era affiancata dalle vele riportanti una il
volto e il nome del Magistrato Antonino Scopelliti, per l’imbarcazione della Lega Navale di Villa San
Giovanni, mentre sulla barca della Lega Navale di Messina vi erano quelli dell’Avv. Nino D’Uva.
Non tutto ciò che muore è perduto, se si coltiva la speranza: dalla perdita può nascere ricchezza; dal
dolore, compassione; dalla solitudine, conforto e sostegno. Nel mare di Palmi, Antonino Fava e
Vincenzo Garofalo, eroi non mitologici, ma reali e contemporanei, riscattati dall’oblio a cui uomini vili
li avevano condannati, vivranno ancora come esempio di virtù, di senso del dovere, di scelta
consapevole della legalità, come unica rotta per un mondo giusto.