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Il Sacrario del Terremoto sotto sequestro: la memoria di Palmi ridotta in frantumi

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Il Sacrario del terremoto del 1908 è oggi un luogo ferito. Non solo devastato nei suoi spazi, ma colpito nel suo simbolo più sacro: la targa marmorea che per oltre un secolo aveva custodito i nomi, il dolore e la dignità delle vittime. È stata recuperata dalle macerie nelle condizioni che tutti possono vedere: spezzata, sporca di terra, strappata dal suo posto come un oggetto qualunque. Un’immagine che da sola racconta la gravità di ciò che è accaduto.

Nella giornata di ieri, la Polizia Locale ha posto l’area sotto sequestro. Un provvedimento che arriva dopo giorni di crescente indignazione e che, secondo quanto trapela, sarebbe stato motivato da elementi ritenuti sufficientemente gravi da imporre l’immediato stop ai lavori. Un intervento che ha dato voce a un sentimento diffuso: la percezione che il Sacrario sia stato trattato senza la cura, il rispetto e l’attenzione che un luogo della memoria richiede.

Intanto, anche la Soprintendenza avrebbe avviato accertamenti per comprendere come sia stato possibile intervenire in un’area così delicata senza le necessarie tutele. Una verifica inevitabile, vista la natura storica e identitaria del sito.

Se il sequestro rappresenta un primo passo verso la tutela, le spiegazioni fornite dall’Amministrazione comunale non hanno placato gli animi. Anzi, sui social si moltiplicano i commenti di cittadini increduli e amareggiati. Molti definiscono le dichiarazioni ufficiali come “una pezza peggiore del buco”, percependole più come un tentativo di giustificazione che come un’assunzione di responsabilità.

Perché il Sacrario non è un luogo qualunque. È un frammento di storia, un punto di riferimento emotivo, un luogo che custodiva il ricordo delle vittime del sisma del 1908. Vederlo ridotto quasi a nulla, con la sua targa commemorativa spezzata a terra, ha provocato un dolore collettivo che va oltre la semplice cronaca.

Oggi Palmi si ritrova davanti a una ferita aperta. Il sequestro segna un punto di svolta, ma non basta a ricomporre ciò che è stato spezzato. La città chiede chiarezza, responsabilità e soprattutto rispetto: rispetto per la memoria, per la storia e per un luogo che non avrebbe mai dovuto essere trattato come un’area qualsiasi.

In attesa che le indagini facciano il loro corso, resta una certezza: la memoria non si cancella con una ruspa. E Palmi, davanti alla devastazione del Sacrario, non intende più restare in silenzio.