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Il ruolo della donna tra fede e società: a Palmi il giornalista Domenico Nunnari riflette sul “genio femminile”

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In un’epoca segnata da una profonda crisi etica, dallo smarrimento dei valori e
da una progressiva scristianizzazione che rende fragili i temi della pace e della
solidarietà, la figura della donna emerge come bussola fondamentale per
rigenerare la storia. È questo il cuore della riflessione emersa durante l’incontro
svoltosi il 27 febbraio 2026 a Palmi, organizzato dal locale Convegno di
Cultura, intitolato alla “Beata Maria Cristina di Savoia”, in collaborazione con le
sezioni palmesi della FIDAPA BPW Italy, del Soroptimist International e
dell’Inner Wheel.
L’evento, introdotto e coordinato dalla Presidente del Convegno di Palmi,
Assunta Carrà Ciappina, ha visto come relatore il giornalista e scrittore
Domenico Nunnari. La sua relazione, dal titolo “Il ruolo della donna nelle
parole di Francesco e Leone XIV”, ha tracciato un percorso profondo tra
dottrina sociale, attualità e spiritualità, evidenziando la necessità di
“smaschilizzare” la società per affrontare le incertezze del tempo presente.
Nunnari ha evidenziato come il pensiero di Papa Francesco ponga la donna al
centro di un “sogno d’amore e di pace”, definendola colei che “fa bello il
mondo”. Secondo il Pontefice, le donne possiedono la capacità unica di
“vedere dentro”, scorgendo la speranza e la dignità della persona oltre le
fragilità e gli errori. Un concetto rafforzato dal richiamo al “genio della donna” di
San Giovanni Paolo II, che vedeva nella capacità di donarsi agli altri la
vocazione profonda del talento femminile.
Il giornalista ha poi approfondito il magistero di Papa Leone XIV, il quale ha
ulteriormente elevato il ruolo femminile definendo le donne come “architetti
silenziosi della sopravvivenza” e “custodi metodiche del creato”. Nel suo
intervento per l’ottantesimo anniversario della FAO, Leone XIV ha sottolineato
come la donna sia la prima a “vegliare sul pane che manca” e a “impastare il
futuro”, rendendo lo sviluppo umano realmente sostenibile.
Durante la relazione è emerso un monito chiaro: la sfida non è solo il
riconoscimento delle opportunità, ma il superamento di ostacoli culturali
ancora radicati. Nunnari, citando anche il filosofo Umberto Galimberti, ha
esortato le donne a non limitarsi a imitare modelli maschili ormai logori, ma a
entrare nella storia portando la propria specifica sensibilità, senza la quale “le
cose non cambieranno mai”.
In un contesto di “crisi maschile” e di smarrimento di riferimenti, la donna è
indicata come colei che può promuovere un “umanesimo integrale”, capace
di trasformare i diritti in realtà vissuta e di costruire legami sociali basati
sull’amicizia e sulla solidarietà.
Il convegno si è concluso con un toccante omaggio alle “Donne del Sud”
cantate nell’omonima poesia da Alda Merini: figure capaci di ardere in silenzio
e di custodire la vita, offrendo quel “respiro nuovo” necessario per costruire
rapporti paritari e una comunità più umana.