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I lettori scrivono a Inquietonotizie: Il destino di Ippolito

Continua il dialogo sulla figura di Ippolito tra i due gioiesi Pino Sciarrone e Rocco Ruggiero

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Continua il dialogo sulla figura di Ippolito tra i due gioiesi Pino Sciarrone e Rocco Ruggiero:

Caro Rocco, ho letto le tue erudite considerazioni sul tema di Ippolito e ti ringrazio non solo per i “confetti”che mi hai dedicato ma soprattutto per gli “amaretti.

Ti assicuro che ho “ripassato bene” le regioni della Grecia antica e nel farlo mi sono anche imbattuto nel meraviglioso testo che mi donasti con dedica già nel Marzo del 2002 titolato “Archeologia in Calabria”, scritto dall’eminente Salvatore Settis.

Tornando a Ippolito devo ribadire che non so ( io lo ammetto…) e non mi interessa sapere quale sia il “santo di Gioia”, io, solo per dare inizio alla “querelle” avevo preso in considerazione, secondo logica, l’unico che si venera il 13 Agosto come qui da noi (in perfetta corrispondenza,guarda caso,con l’antica festa degli schiavi ovvero della Diana Nemorense, la stessa che con l’ausilio di Asclepio aveva resuscitato Ippolito a nuova vita col nome di Virbio “due volte uomo”).
Il santo di Porto, mi pare si festeggi a fine Agosto.

Anche il discreto Pino Aloi (che ho piacere di menzionare) in un suo scritto d’epoca remota aveva buttato il sasso nello stagno partendo dall’antipapa erudito nato in Grecia e senza cavallo.

D’altronde mi pare di capire,dal tuo scritto, che lo riterresti più adeguato all’odierna sensibilità dei credenti, considerato il noto appello di Wojtyla sulla necessità di cultura laddove persista l’attuale diatriba tra Europa Cristiana e Islam Missionario.

A me S.Ippolito senza cavallo non piace proprio, mi piace così com’è, magari senza elmo e senza corazza e, naturalmente, senza saraceni insanguinati.
Mi piacciono i santi a cavallo, siano loro cavalieri o fantini o cacciatori.

Mi piace S.Ippolito quanto Metauria e S. Fantino quanto Tauriana e sono convinto che S.Ippolito stia a S. Fantino come Metauros sta a Taurianoim, stessa matrice al di là dei ricami posticci.

Presso il museo di Reggio si possono ammirare due bei vasi da Metauros, appartenenti ad un corredo tombale, sul fronte, in entrambi, sè raffigurato un cavaliere a cavallo;è a torso nudo ma, la presenza del cane tradisce il ruolo di cacciatore.

Va detto, senza presunzione, che tutto ciò che si trova in un corredo funerario non è mai casuale; i monumenti del corredo si chiamano così proprio perché hanno valenza storica.

Uno “scudo votivo” da Medma ( i segmenti che nella parte sostanziale lo compongono, uno a Reggio e l’altro a Bonn, sono stati mirabilmente accostati dall’attento Settis ) rappresenta un altro cavaliere parimenti blasonato: è Bellerofonte a cavallo di Pegaso mentre lo stesso scalcia la mostruosa Chimera prima che sia uccisa, il primo nome di questo mito è Ipponoo.

Vi è una iconografia chiara e netta nei “monumenti archeologici” delle nostre contrade, così come il destino di questi personaggi mitici; anche Bellerofonte morirà cadendo dal suo cavallo imbizzarrito a causa di un tafano inviato da Zeus e, anche lui è accusato di aver “mancato di rispetto”alla donna che invano lo aveva desiderato.

Cos’altro si può dire? Magari riportare la frase di un certo Voltaire:”Vi è poi un S.Ippolito che si dice sia stato trascinato dai cavalli come Ippolito figlio di Teseo. Questo supplizio non fu mai conosciuto dagli antichi Romani,e la sola somiglianza del nome ha fatto inventare questa favola.”

O anche che, secondo la lezione Stesicorea del mito, I’inquieto Teseo aveva rapito Elena, (anticipando Menelao) che poi partorì Ifigenia destinata ad essere contemporaneamente sorella di Ippolito e niente poco di meno che di Oreste…e, per mera coincidenza sacerdotessa di Artemide (cioè Diana).
Stesicoro… primordiale sponsor della sua (ingrata?)Metauros

Se non erro lo stesso Probo riferisce:gli Ateniesi chiamavano Theseunti i Metaurini…
A Seminara il patrono che si chiama Mercurio, sic!, uccide secondo il mito Cristiano,Giuliano l’Apostata, ultimo difensore del paganesimo ( ma forse ora si va fuori tema).

Dall’altra parte non vorrei essere frainteso,io amo l’effigie di S. Ippolito, e la amo proprio perché rappresenta una spiritualità assoluta,una verginità concettuale e pura senza i limiti e i difetti di una persona fisica d’incerta identità.

Mi esalta la parentela con Oreste che perseguitato dalle Erinni ebbe pace immergendosi nel fiume dai sette affluenti,il nostro”Patracos”

Tornando ai giorni nostri, spero non si sia perso quello (simpatica opera d’arte che Maria Stella Plateroti, ritornata alla fede cristiana, donò alla chiesa nel primo ventennio del secolo scorso) che è scomparso dalla chiesa di S. Ferdinando… (non c’era più quando, qualche anno fa, sono andato a cercarlo)!
Adornava la chiesa di Eranova, anzi di Hera Nova…

Per finire mi auguro che questo “giovane fantino” la smetta di spostarsi una volta a sud e un’altra a nord, lungo il litorale; anche se non si allontana mai per più di tre miglia,distratto com’è, potrebbe perdersi…
Grazie Inquieto.

Pino Sciarrone

Il primo intervento di Pino Sciarrone
La risposta di Rocco Ruggiero