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Grande partecipazione al convegno sulla legalità della Cri gioiese

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Riceviamo e pubblichiamo:
legalità criSi è tenuto, nella mattinata di sabato 5 aprile, nell’auditorium del “Severi-Guerrisi” di Gioia Tauro, il convegno organizzato dal Comitato Locale di Croce Rossa gioiese, guidato da Fabio Serpico, sul tema “Testimonianze di legalità”.

L’incontro, concepito con un taglio pedagogico di tipo pratico, si è giovato della partecipazione di relatori di assoluto spessore e veri simboli di legalità, quali, appunto, il testimone di giustizia Gaetano Saffioti, che ha offerto agli allievi testimonianza diretta della sua esperienza di vita e di libertà, focalizzando l’attenzione su un agire virtuoso e possibile, in funzione del quale non esistono supereroi, ma semplicemente persone comuni che fanno il proprio compito, senza autoassolversi furbamente e pavidamente.

In particolare, Saffioti – che, della giornata e del suo senso, ha costituito certamente l’esempio più significativo – con fare schivo e quasi inconsapevole dell’eccezionalità della sua encomiabile condotta, ha richiamato, più volte, all’attenzione dei presenti il dovere di ciascuno di agire in ossequio alla legalità, una legalità che si nutre di piccole cose, “a partire” – ha detto – “dal non parcheggiare l’auto in terza fila”, evidenziando la singolarità di sentirsi oggi un uomo molto più libero di quanto non fosse prima di denunziare i suoi estorsori, mentre era irretito nelle maglie strette della sudditanza, il cui peso soverchiava le sue giornate.

E’ spettato, però, al Capitano Francesco Cinnirella, Comandante della Compagnia Carabinieri di città, parlare ai ragazzi, in qualche modo alla pari, forte della freschezza della giovane età e della credibilità e dell’impeccabile austerità di una divisa, che è il più risalente simbolo di dedizione al servizio dello Stato e di tutela nei confronti della società civile.

L’ufficiale, sollecitato a raccontarsi anche sotto un profilo più squisitamente umano ed intimo, ha, infatti, offerto testimonianza diretta del suo passato, delle ragioni della sua scelta di vita, esortando i ragazzi ad “avere cura della propria formazione”, poiché attraverso essa passa la capacità critica del pensiero e la stessa possibilità di scegliere, al bivio cruciale della vita, “la strada giusta tra legalità ed illegalità”.

A chiosa degli interventi in programma, la lectio magistralis del Procuratore Placido Roberto Di Palma, rappresentante eccellente della migliore espressione dello Stato, ha letteralmente incantato la platea dei presenti.

Il magistrato, infatti, lontano anni luce da un piglio impostato e solenne, ha dialogato con gli allievi, offrendogli spunti concreti di valutazione sulla convenienza di scegliere, a quel fantomatico bivio di cui discettava il capitano dei carabinieri, la strada maestra.
Di Palma, che, parlando ai ragazzi, nell’informarli delle sue origini campane, si è definito “più calabrese di voi” – evidentemente alludendo al maggior tempo trascorso in questa regione, rispetto ai giovani uditori presenti in aula, il cui dato anagrafico deponeva a favore della tesi del magistrato – non ha fatto mistero di avere condiviso il banco di scuola con il figlio di un camorrista, verso il quale ha sviluppato l’affetto sincero che lega due giovani, che ha ritrovato, nel tempo, nelle aule dei tribunali, condannato a vita.
Una testimonianza schietta, sincera, spietatamente efficace e, quindi, indicata a far comprendere che la scelta della criminalità porta ad una meta fatalmente segnata, riassunta crudamente dal magistrato nella duplice e per nulla allettante alternativa “o la morte su un marciapiede o le sbarre di una prigione”.

L’approccio navigato ed arguto del procuratore, che intervallava spunti più velati di riflessione a momenti di sollecitazione diretti ed immediati, malgrado le ore trascorse, ha tenuto sempre alta l’attenzione degli allievi, che numerosi sono intervenuti, nel corso del dibattito seguito all’intervento dei relatori ed ai saluti di rito.
Presenti al tavolo della conferenza, oltre agli oratori, il Presidente del Comitato Cri organizzatore, Fabio Serpico, la Presidente del Comitato Regionale CRI Calabria, dott.ssa Nagero, nonché il sindaco Bellofiore e il Dirigente scolastico Gelardi, nella qualità rispettiva di padroni di casa.

La riuscita dell’evento, sostenuto con convinzione dal Presidente Serpico – che tiene a rinnovare un sentito e doveroso ringraziamento ai tre qualificati relatori – e moderato dalla volontaria gioiese Deborah Guerci, ha pienamente soddisfatto le aspettative degli organizzatori e ha riscosso apprezzamento da parte degli intervenuti, tra i quali, la consulente della Commissione Nazionale Antimafia, on.le Angela Napoli.