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Gioia: Urla e rabbia durante il consiglio comunale aperto sui contributi per gli alluvionati

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consiglio comunale apertoGIOIA TAURO – Insulti, confusione e rabbia hanno caratterizzato il consiglio comunale aperto, che si è svolto nel pomeriggio a Gioia Tauro, per discutere dell’erogazione dei contributi in favore degli alluvionati.

L’aula è rimasta in silenzio solo durante il minuto di raccoglimento in onore di Nelson Mandela, per il resto ogni intervento è stato caratterizzato da interruzioni e toni decisamente sopra le righe.

Ad avviare la discussione sono state le tre consigliere di minoranza Stanganelli, Richichi e Tripodi che hanno chiesto come mai le domande di risarcimento rigettate non avessero la “opportuna motivazione” e hanno contestato alla maggioranza e ai tecnici comunali la mancanza di un metro di giudizio omogeneo nel valutare le richieste.

consiglio comunale apertoDaniela Crea del comitato Valleamena ha ripercorso tutto l’iter burocratico e ha più volte chiamato in causa il Comune, reo, a suo parere, di «numerose inadempienze».
«Veniamo spesso accusati di allarmismo – ha detto – ma solo dopo le nostre dichiarazioni pubbliche, le domande sono state inviate agli uffici di competenza. Le istruttorie non sono state eque e il nostro silenzio sarebbe servito solo a favorire il silenzio dei pochi prescelti».

Il consiglio è stato anche il teatro del primo confronto dal vivo tra il consigliere provinciale Sciarrone e l’amministrazione comunale. Nello specifico il botta e risposta ha riguardato Sciarrone e l’assessore Della Vedova. In un’aula infuocata i due hanno avuto diversi scambi molto accesi. Della Vedova ha difeso l’operato dell’amministrazione e ha chiesto conto al consigliere della situazione del torrente Budello. Sciarrone dal canto suo ha accusato di incapacità l’amministrazione e ha dichiarato di aver completato in pochissimo tempo tutti i passaggi politici per l’avvio dei lavori che dovrebbero partire a breve, dopo «aver ricevuto l’ok dell’autorità di bacino 24 giorni fa».

Gli interventi degli alluvionati hanno toccato al cuore i presenti e hanno anche ulteriormente surriscaldato gli animi. C’è chi ancora è costretto a vivere in abitazioni senza pavimenti, chi ha perso i ricordi di una vita intera e chi lamenta il disinteresse delle istituzioni.

In pochi minuti l’aula consiliare si è trasformata in una valvola di sfogo per chi da tempo aspetta risposte. L’emozione e la rabbia hanno preso il posto della razionalità. Dalle sedie del pubblico sono partiti diversi insulti e quando, a microfoni spenti, anche al consigliere Laurendi ne è sfuggito uno, la bomba è esplosa e il presidente Cento ha impiegato diversi minuti per riuscire a riportare nei limiti della sopportabilità i toni dell’aula.

La responsabile dell’Ufficio tecnico, Angela Nicoletta, ha provato a fornire le risposte agli interventi precedenti ma ormai nessuno sembrava avere più la pazienza per ascoltare.

Dopo quasi tre ore e mezzo di discussione l’assemblea si è chiusa con l’intervento del sindaco che ha difeso a spada tratta l’operato dell’ufficio tecnico e ha assicurato che l’ente non ha utilizzato nessuna discrezionalità nel portare avanti le pratiche. «Non ci sono stati ritardi – ha aggiunto – abbiamo aspettato che le pratiche degli alluvionati fossero pronte. Sul tema dei finanziamenti a parziale ristoro devo ringraziare Scopelliti e Dima – ha continuato – che hanno operato bene. A breve le persone che rientrano nei parametri stabiliti dall’ordinanza saranno risarcite».
Al consiglio erano assenti i consiglieri Azzarà, Fascì, Magnoli e Savastano.
Lucio Rodinò