PALMI – C’erano fucili a pompa, fucili da caccia, kalashnikov, pistole automatiche, un moschetto con cannocchiale di precisione e molto altro ancora. Insomma, un “market” bellico, con armi da guerra e comuni. Gli agenti del commissariato di polizia di Gioia Tauro – guidati dal vice questore aggiunto del commissariato di Palmi Fabio Catalano, e coordinati dalla Procura di Palmi – hanno scoperto la santa Barbara in un’abitazione di via Solferino, nel quartiere Marina di Gioia Tauro. La scoperta è stata fatta venerdì sera, poco dopo le 20, quando gli agenti sono entrati nella casa, nella disponibilità di Salvatore Caratozzolo, per una perquisizione, disposta dal questore di Reggio Calabria Guido Longo.
Questa mattina, in Procura a Palmi, il procuratore capo Giuseppe Creazzo ha convocato una conferenza stampa, per informare dell’accaduto.
«Viviamo in un territorio difficile e pericoloso – ha detto Creazzo – nel quale è bene sottolineare come la presenza dello Stato sia costante. Con il sequestro dell’ingente quantitativo di armi riteniamo di aver sottratto mezzi pericolosi, micidiali, in grado di vulnerare qualsiasi tipo di obiettivo».
L’appartamento nel quale sono stati scoperte le armi era disabitato. Al primo piano dell’immobile la polizia ha trovato 13 piantine di canapa indiana, coltivate in una stanza adibita a serra, munita di un impianto di riscaldamento e ventilazione, e due contenitori in plastica con coperchio ermetico, contenenti in totale un chilo e mezzo di marijuana.
Proseguendo la perquisizione nell’appartamento, ecco la sorprendente scoperta: nascosto c’era un arsenale, armi da guerra e comuni detenute illegalmente, che sono sequestrate. C’era un fucile mitragliatore kalashnikov marca Zastava calibro 7.62×39, munito di due caricatori a semiluna, di cui uno rifornito con 30 (trenta) ed uno con 29 (ventinove) munizioni un caricatore tipo “drum” rifornito con 75 (settantacinque) munizioni calibro 7.62×39; un Moschetto calibro 8 Mauser con cannocchiale di precisione; un fucile a pompa di fabbricazione brasiliana calibro 12; un moschetto modello K6558 calibro 8mm Mauser; un fucile da caccia calibro 12 Benelli; un fucile da caccia semiautomatico calibro 12 marca Beretta; una pistola semiautomatica di fabbricazione Spagnola calibro 7,65, munita di due caricatori di cui uno contenente 5 cartucce stesso calibro ed un altro vuoto; un revolver marca Colt calibro 38 con matricola punzonata rifornita con 6 cartucce nel tamburo; 5 cartucce calibro 357 magnum; 27 cartucce calibro 7.62×39; 12 cartucce calibro 12 a pallettoni; 1 pistola marca Titan calibro 6,35 con matricola abrasa, munita di caricatore rifornito con 7 cartucce; una scatola contenente 15 cartucce calibro 6,35; una scatola una scatola contenente 50 cartucce calibro 40 SW.
Armi che non si esclude potrebbero essere state utilizzate per commettere intimidazioni, magari proprio a Gioia Tauro, dove da qualche mese si susseguono atti del genere.
«Le armi sequestrate saranno analizzate dagli uomini della scientifica – ha detto il questore di Reggio Calabria Guido Longo – per gli accertamenti utili a capire se siano state utilizzate per gli atti violenti commessi di recente nella Piana». Gli agenti hanno anche constatato che nell’abitazione c’era un allaccio abusivo di corrente elettrica alla rete principale. Salvatore Caratozzolo ed il figlio Gateano, sono stati arrestati per detenzione abusiva di armi detenzione a fini di spaccio e produzione di sostanze stupefacenti e furto di energia elettrica e portati in carcere a Palmi.
Il vice questore aggiunto di Palmi, Fabio Catalano, ha spiegato i dettagli del rinvenimento: «le armi erano tutte ben nascoste, una pistola la abbiamo trovata all’interno del vano sotto il sedile di uno scooter dei Caratozzolo. Non è assurdo pensare che le armi fossero nascoste in casa Caratozzolo, ma realmente nella disponibilità di altre persone, ed il fatto che abbiamo trovato munizioni di vario genere ci fa pensare che vi siano altre armi clandestine, in possesso di altre persone».





