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Gioia: le perplessità di Sciarrone sull’ubicazione dell’urban center

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Riceviamo e pubblichiamo:

Il Comune di Gioia Tauro ha emesso un bando di Gara d’appalto con scadenza 10 Luglio 2012 per la costruzione del cosiddetto URBANCENTER. Nella delibera del 28/02/2012 del consiglio comunale non vi è spiegazione alcuna della effettiva funzione del centro stesso. L’urban center viene denominato nel progetto preliminare: CENTRO POLIFUNZIONALE A SERVIZIO DELLA CITTA’ DEL PORTO. Avrei preferito che fosse allegata una relazione sulle effettive e concrete finalità del centro stesso.

Ma non è questo il motivo per cui vi scrivo.

In cuor mio vorrei che il suddetto edificio si realizzasse e che contribuisse a risolvere effettivamente problemi concreti piuttosto che crearne altri a questa nostra disgraziata città. In vero ho tante perplessità soprattutto sul sito prescelto:

1) Il sito è al centro di un area del centro urbano che quotidianamente è affogata dal traffico automobilistico e di persone. Parliamo di un’area dove in un raggio di 200 metri vi sono: Il Duomo, la scuola elementare del Duomo, la scuola media Pentimalli, la scuola elementare E. Montale, l’ufficio postale centrale, l’ufficio sanitario e altri servizi ancora.
Se veramente codesto centro dovesse funzionare sarebbe il caos totale.
2) Il sito è nel pieno centro della cosiddetta area di “consolidamento urbano” il che significa che, non solo, non si può alterare l’indice di fabbricabilità (in questo caso viene triplicato) ma non si possono altresì apportare importanti modifiche di ciò che già esiste.

3) Ma soprattutto, lo stesso edificio andrebbe costruito nel sito della casa dell’Agricoltura costruita nel 1939 per favorire scambi e comunione fra i contadini della città.

4) Lo stesso edificio ha importanza storica rilevante poiché nel tempo è stato adibito anche ad ufficio postale, a biblioteca comunale a centro di aggregazione sociale. E’ un’opera ultra cinquantennale (1939) quindi protetta e garantita dalle vigenti norme Regionali e Provinciali. (sic!)

5) Ma soprattutto è l’unico esempio rimasto a Gioia Tauro della cosiddetta architettura RAZIONALISTA o se vogliamo dello stile LITTORIO.

6) Un’altra cosa, forse fra tutte la più importante, è che non esiste una “cortina aperta“ sulla piazza Duomo, questo edificio occupa, sobriamente, il suo spazio urbano senza voler competere con gli atri due edifici che partecipano al corollario della piazza in maniera importante sia per il volume che per la funzione e cioè: la scuola e la chiesa madre. Esso ha il suo ruolo non secondario ad altri ma ugualmente significativo. E’ un edificio che merita non già la demolizione ma il suo totale recupero con le sue aiuole originali e l’eliminazione dei volumi storicamente “posticci” in maniera tale che ridiventi un’area urbana di respiro e non di soffocamento!

La stragrande maggioranza degli uomini ha rispetto della MEMORIA STORICA. Perché a Gioia Tauro dobbiamo puntualmente mettercela sotto i piedi?

“Le cose non valgono soltanto per la loro utilità materiale, ma per quello che ti dicono e che rappresentano” diceva il cardinale TONINI.

Potrei fare mille citazioni, non ultima quella del nostro concittadino Ing. Michelangelo Marino che nel suo ultimo libro “la gioia Perduta”scrive:
Amministratori pubblici e privati cittadini,scarsi o digiuni di informazioni ambientali hanno purtroppo dimostrato poca sensibilità per le testimonianze del nostro passato, sia recente che remoto, operando secondo una mentalità di soppressione piuttosto che di conservazione.

Perciò, Amministratori del Comune di Gioia Tauro, l’urban center se veramente serve (?) fatelo da un’altra parte.

La nostra città è ricca “di Tracciati e di tessuti urbani(veramente) marginali” da rigenerare!

Non facciamo come quello che fra cento pecore ha scelto il cane. Mettiamo da parte la presunzione.
Errare Humanum est…

Gioia Tauro, lì 04/07/2012

Il Consigliere Provinciale
Rocco Sciarrone