Resta rovente il clima all’interno della maggioranza guidata a Gioia Tauro dal sindaco Pedà. I sette consiglieri che hanno chiesto di verificare in consiglio comunale il “raggiungimento degli obiettivi programmatici del mandato elettivo”, hanno diffuso ieri un comunicato in cui, tra le altre cose, denunciano “l’immobilismo in cui è caduta la giunta Pedà che non delibera dal 14 settembre”.
“Se è vero – si legge nella nota – che il rinnovamento che il Sindaco Pedà avrebbe dovuto portare alla città non si sarebbe dovuto ‘fermare più’ è altrettanto vero che sono bastati un paio di articoli di stampa, tra l’altro inviati proprio da Palazzo Sant’Ippolito, per immobilizzare la Giunta. E’ dal 14 Settembre che l’Ente è bloccato e non delibera nulla, né riesce più a riunire attorno allo stesso tavolo i suoi assessori, mentre sull’agenda dell’esecutivo giacciono fermi molti atti di indirizzo che la città aspetta da tempo”.
Tra i provvedimenti bloccati i sette consiglieri (Guerrisi, Tomaselli, Cavallaro, Cammareri, Raco, Ranieri e Parrello) elencano “il protocollo d’intesa che il Comune avrebbe dovuto siglare con l’Osservatorio Ambientale per i Diritti alla Vita, finalizzato a garantire il monitoraggio del fiume Budello sempre in pre allerta o le eventuali nuove determinazioni sul sistema di raccolta differenziata, vista la difficoltà di portare a conclusione i bandi per gli appalti esterni, il nuovo Documento Unico di Programmazione e non da ultimo l’adeguamento del Piano del Fabbisogno al Personale disposto dal Giudice del Lavoro”.
La crisi amministrativa si è nei fatti aperta quando l’assessore Toscano, sui giornali, ha detto che la giunta comunale non aveva avuto fino a quel momento la possibilità di agire autonomamente a causa dell’atteggiamento del sindaco. In quell’analisi Toscano aveva prospettato due possibilità: una nuova giunta oppure un nuovo rapporto con gli attuali assessori in grado di fare assumere a ognuno “nel suo specifico ambito di pertinenza, le responsabilità sostanziali derivanti dalla formale assunzione del ruolo.
I consiglieri di maggioranza, tranne Guinicelli, Bagalà e Zagarella, non hanno gradito l’uscita dell’assessore Toscano e ne hanno chiesto la rimozione. Da quel momento si sono susseguiti una serie di interventi sulle bacheche dei social che hanno reso il dibattito politico rovente. L’unico a non intervenire pubblicamente sulla questione è stato il sindaco Pedà.
“Si potrebbe continuare a far finta di nulla – hanno dichiarato alla fine della nota i sette consiglieri – fintanto che a rimetterci sono i singoli e neanche, visto che i panni andrebbero lavati in famiglia per non annoiare i cittadini e far ridere l’opposizione, ma se è la città che deve pagare il prezzo di questo immobilismo non è ammissibile ed è necessario che il sindaco ponga fine a questo delirio di carta stampata e cominci a dare ascolto ai consiglieri eletti dalla città, riprendendone in mano le sorti, senza farsi ricattare, in questo caso il termine non potrebbe essere più appropriato, dalle paturnie personali dei membri del suo esecutivo (il riferimento è a Toscano ndr), che eletti non sono stati”.





