Riceviamo e pubblichiamo:
É difficile comprendere come da più parti ci si professi disposti e aperti al dialogo quando, in realtà, ciò che davvero si desidera, quasi con la bava alla bocca come il cane alla vista del suo osso, é un controllo assoluto su ciò che lo circonda. In uno stato di polizia succede esattamente questo.
Alcuni esponenti del Pd gioiese si sono resi responsabili dell’ennesima triste pagina di questo martoriato partito, che ha perso l’ennesima occasione per spiccare il volo.
Veniamo a noi.
Il metodo usato da Bellofiore è molto semplice: niente spazio alle critiche. Parafrasando a dovere si evince a prima battuta che i devoti sono diventati sacri e inviolabili. Per contro, chi si é veramente speso e continua a farlo, mosso dall’affetto per i propri concittadini e per la propria città e dalla rabbia per una perdurante situazione arcaica che non accenna a mutare, diventa il capro espiatorio perfetto. Egli verrà sacrificato, perchè bisogna far tacere chiunque abbia l’idea di muovere critiche e resistenze nei confronti dell’amministrazione.
Noi Giovani Democratici siamo semplici spettatori dell’egoismo politico volto a smembrare un partito, capace di coinvolgere una larga schiera di giovani, toccando i suoi membri più attivi e vogliosi. È intollerabile che il comportamento ostile, irresponsabile e antidemocratico di pochi abbia spinto alle dimissioni un segretario onesto quale é Francesco Ierace. È inconcepibile che Beniamino Laganà attacchi ancora Francesco, utilizzando, motivazioni sterili e inconcludenti.
Ha già dimenticato le sue conquiste, su tutte l’apertura della sede e la nuova sezione giovanile.
Invitiamo Laganà a rivedere le modalità con le quali si discute, si decide e ci si prende delle responsabilità (che ha da presidente) all’interno del partito. Può arrivarci anche lui, non si perda d’animo!
Il regolamento d’iscrizione al partito, da lui tanto criticato, ha permesso a consiglieri e assessori vicini al sindaco Bellofiore di tesserarsi al Pd.
Gioia Tauro ha bisogno di un Sindaco, non di una personalità che, a seconda della convenienza del momento, faccia la spola tra una lista civica e un partito politico.
Gioia Tauro ha bisogno di un sindaco presente e disposto al dialogo, non di un despota che diserti sistematicamente i direttivi, le riunioni, le assemblee e addirittura l’inaugurazione della sede.
Il delitto e’ servito. E le vittime sacrificali, ancora una volta, sono la democrazia e la libertà!
I Giovani democratici di Gioia Tauro




