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Gioia: Cento attacca Cittadinanza democratica

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Riceviamo e pubblichiamo:

Domenico Cento
Domenico Cento
Ospedale, depuratore, inceneritore, viabilità e città del porto. Sono solo alcune delle questioni che facevano parte del programma di Cittadinanza democratica e che nel tempo sono state abbandonate o non risolte. Sarebbe utile riportare al centro del dibattito politico cittadino i temi cruciali per il territorio invece di provare a contrastare le mie osservazioni con attacchi personali, fuori luogo e spesso risibili. A chi chiede le mie dimissioni ricordo che siedo in consiglio per volere dei 170 elettori che hanno scritto il mio nome sulla scheda elettorale e che lo scorso dicembre non ho esitato un attimo a lasciare la presidenza del consiglio su esplicita richiesta del sindaco. Faccio politica per passione, per amore della mia città, non per questioni di interesse o di stipendio.

Il nostro ospedale dovrebbe essere potenziato in attesa della costruzione della nuova struttura, in modo da garantire assistenza sanitaria ai cittadini. In questa battaglia il sindaco mi ha abbandonato non dando seguito allo sciopero della fame portato avanti con Luigi Longobucco (l’unica iniziativa a cui ha partecipato in maniera attiva da quando è assessore). Il Giovanni XXIII è diventato di fatto una struttura per lungodegenza non in grado di garantire sicurezza ad alcuno. Primo fallimento.

Lo scorso anno il vicesindaco Rizzo convocò una conferenza stampa per annunciare che in poche settimane due fantomatici esperti da lui contattati avrebbero finalmente eliminato i cattivi odori emanati dal depuratore. E’ passato tanto tempo, la Iam ha speso centinaia di migliaia di euro per gli accorgimenti suggeriti dai tecnici, ma come facilmente constatabile passando nei pressi dell’impianto o più semplicemente parlando con gli abitanti del quartiere, la puzza non è scomparsa. Sarebbe stato più utile fare una battaglia per vietare l’arrivo dei bottini da tutta Italia e limitare la depurazione solo alle acque reflue, come previsto dalla progettazione iniziale. Secondo fallimento

L’inceneritore è stato uno dei nostri cavalli di battaglia in campagna elettorale ma probabilmente non lo ricorda più nessuno, considerato che la struttura è stata abbandonata al suo destino. La manutenzione è inesistente, l’impianto funziona male e non si hanno da tempo notizie delle emissioni inquinanti. La salute dei lavoratori non è in alcun modo tutelata e il crescente numero di patologie che registriamo dovrebbe spingere gli amministratori ad atteggiamenti molto più attenti e responsabili. Terzo gravissimo fallimento.

Nel 2010 la città era un caos dal punto di vista della viabilità. La situazione è addirittura peggiorata. I segnali stradali vengono installati di notte e rimossi la mattina successiva, manca un piano organico del traffico e si naviga a vista senza pensare a soluzioni definitive. Quarto fallimento. La città sembra una foresta, la cura del verde pubblico non rientra tra le preoccupazioni degli amministratori. Quinto fallimento.

Un altro grande progetto portato avanti in campagna elettorale era quello della città del porto. Dopo quattro anni solo chiacchiere. Avremmo dovuto interloquire con gli amministratori di Rosarno e San Ferdinando per unificare alcuni importanti servizi (Polizia municipale, Servizi sociali e sportello unico per le attività produttive), migliorandone la qualità e abbattendone i costi. Nessun servizio è stato unificato. Sesto fallimento. L’ultima assurdità l’ho appresa dai giornali: pare che gli amministratori abbiano bloccato un comitato che, senza costi per l’ente, voleva realizzare un parco giochi all’interno del cortile della scuola Tre Palmenti. Questo è la cooperazione promossa dalla Giunta Bellofiore.

Questi sono solo alcuni dei temi e delle motivazioni che mi hanno fatto lasciare, ormai parecchio tempo fa Cittadinanza democratica. Il resto sono solo chiacchiere.
Domenico Cento
consigliere comunale del Pd