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Emergenza rifiuti: Belcastro scrive ai calabresi

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Elio Belcastro

Riceviamo e pubblichiamo:

Elio Belcastro

Cari amici ,
ho deciso di usare questa forma non consueta per raggiungervi tutti, ma nulla di ciò che ci sta accadendo è nel solco delle abitudini politiche, almeno non in quelle che si sono cristallizzate in Calabria.
Da circa un mese il Premier Berlusconi, riconoscendo a Noi Sud il ruolo che ci stiamo conquistando sul campo, ha deciso di inserirmi nella compagine di Governo per investirmi dell’incarico di sottosegretario dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare: un settore articolato che, al di là delle deleghe che mi verranno assegnate, riconosco fortemente problematico ed impegnativo in una regione come la nostra che, pur apparendo sufficientemente attrezzata perché dotata di tutte le normative gestite in modo ordinario e straordinario , è invece al collasso in tema di ambiente, ecosistema, tutela del patrimonio marino, del suolo, desertificazione che incalza diverse aree della regione, tutela del patrimonio idrogeologico, laddove questo resiste protetto ancora da importanti investimenti del passato.
Materie tutte di grande importanza per uno sviluppo economico armonico e per la conservazione del patrimonio che già c’è, ma so benissimo che quando si dice “ambiente” la prima immagine che viene in mente sono gli accumuli dei sacchi neri e maleodoranti stracolmi di immondizia che abbandonati in giro per tutta la regione ci disturbano nella vista e nell’olfatto, inaridendo i rapporti fra la governance pubblica e i cittadini, in particolare quelli, e sono tanti, che pagano regolarmente i tributi dovuti, e che da anni fanno i conti con una raccolta indifferenziata isterica e mal gestita che si accompagna all’incubo di blatte e topi che imperversano per le nostre strade, soprattutto nei mesi più caldi.
Una realtà tanto plastica quanto devastante che, anche quest’anno, rimarrà nei nostri occhi e in quelli dei turisti che la Regione ha attratto pensando di ospitarli in un ambiente salubre ed invitante, fra spiagge curate, mare limpido, colline attrezzate e un Aspromonte facilmente raggiungibile.
Ho deciso di scrivervi l’altra sera che ero di ritorno da Tropea insieme a mio figlio, quando non ho saputo dare spiegazioni per l’immane degrado puzzolente e foriero del peggio che si accompagnava ad uno dei tramonti più belli del mondo e che i genitori dei suoi amici, nostri ospiti, sono scesi a fotografare subito dopo Parghelia, per poi risalire in macchina a gambe levate.
Si, mi sono vergognato! e pensando che lo stesso disagio disarmante potrebbe essere capitato a tanti calabresi che per difendersi dall’incuria non hanno strumenti diversi da quello di pagare le tasse dovute, ho deciso di scrivervi indirizzando questa lettera non solo ai miei elettori, o a quelli possono simpatizzare con la franchezza che usa Noi Sud nel tutelare l’interesse dei cittadini più deboli, ma a Voi tutti, parlando ovviamente in modo che “nuora intenda”.
Perché in tempi di magra e di sacrifici, che da qui a giorni condivideremo con rassegnazione, un amministratore, da buon padre di famiglia, deve raschiare il barile per realizzare e garantire i servizi che in una regione come la Calabria, vocata al turismo, sono indispensabili: quindi pulizia delle spiagge, controllo degli scarichi a mare, raccolta e smaltimento ordinato e quotidiano dei rifiuti e tracciabilità degli stessi come fino all’altro ieri avrebbero voluto le regole tracciate dal Sistri. Compiti che assegnati con i fondi dovuti ai comuni avrebbero anche creato molto lavoro stagionale.
Ma così non è stato. Né sono sicuro che l’esperienza varrà al Governo regionale e agli Enti locali calabresi almeno quanto basta per evitare la freudiana coazione a ripetere! Un meccanismo ben conosciuto al “sistema” che crea le emergenze per poi creare i commissari, ma solo perché bravissimi nel trasformare una gestione ordinaria in straordinaria, senza però lasciare tracce da seguire nella quotidianità futura.
E’ quello che si perpetra da sempre in Calabria, in danno di tutti i calabresi e in particolare di voi che pagate una Tarsu ancorché “salata”, solo perché convinti che sia quello l’unico obbligo di un buon cittadino che vorrebbe vivere e far crescere la propria famiglia in ambienti più salubri. Ed è proprio a voi che ho pensato quella sera a Parghelia decidendo che, a qualunque costo, bisogna interrompere questa spirale mortale che parte dalla quotidianità per trasformarsi, in assenza di servizi adeguati, in emergenza, per poi essere gestita, come tale, ormai da decenni senza risultati.
Non voglio che il consenso al mio Governo muoia fra la “spazzatura”! Né permetterò, non nel mio nuovo ruolo, che voi continuiate a pagare cifre astronomiche per mantenere discariche e impianti insufficienti ed inadeguati. In questo senso vi assicuro che svolgerò la parte che mi compete per aiutare gli amministratori a traghettarvi dallo smaltimento indifferenziato alla selezione di vetro, carta e cartone, plastica e metalli leggeri che potranno essere riciclati e riusati alleggerendo così il carico di rifiuti da smaltire.
E se ci vengono a raccontare che è il sud a non essere culturalmente pronto per la raccolta differenziata, sappiate che chi lo dice ha ragione. Perché è difficile imparare qualcosa che nessuno insegna, anche se le risorse non mancano davvero, considerato che proprio il Por, il Programma operativo regionale finanziato dall’Europa, prevede una seria attività di formazione e promozione, che però nessuno attiva.
Invece è una raccolta selezionata dei rifiuti l’unica possibilità che ha un cittadino attento ai suoi bisogni per non restare soffocato e per smaltire tutto il possibile, risparmiando allo stesso tempo ( lo dicono gli studi di statistica ambientale), almeno il 40 per cento di spazzatura prodotta e di costi sopportati per liberarsene.
Eppure della differenziata se ne parla ma si privilegiano altre soluzioni; sull’onda dell’emergenza, nell’ultima riunione operativa che si è svolta nella sede della presidenza della Giunta regionale, il presidente, il commissario, assessori e dirigenti hanno pianificato “ le prossime dieci giornate” autorizzando conferimenti suppletivi, ampliamenti ad una serie di discariche e la predisposizione di alcuni siti per la realizzazione di stazioni di trasferenza.
Esistono anche studi avanzati, prototipi realizzati, impianti pilota in corso di realizzazione che, a mio parere, devono essere attentamente valutati perché, oltre a risolvere il problema dei rifiuti, potrebbero generare nuova occupazione stabile e duratura.
Rimane quindi da rimboccarsi le maniche ed agire per arrivare, in tempi brevi, ad un razionalizzazione e gestione ordinaria dell’intero sistema.

on. Elio Vittorio Belcastro
Sottosegretario di Stato