L’emergenza idrica torna al centro del dibattito politico a Cinquefrondi. Aldo Polisena, consigliere comunale di minoranza del gruppo Risveglio, ha trasmesso una interrogazione al sindaco per richiamare l’attenzione sulle criticità del servizio idrico e sollecitare una strategia di interventi strutturali, capace di superare una situazione che, secondo quanto evidenziato, si protrae ormai da anni.
Il consigliere ha voluto sottolineare come a Cinquefrondi i disagi nell’erogazione dell’acqua si manifestino anche durante le ore notturne e nei mesi invernali, quando la disponibilità della risorsa dovrebbe essere generalmente maggiore. Una condizione che, a suo avviso, renderebbe necessario affrontare il problema con una programmazione di lungo periodo, senza limitarsi alla gestione delle emergenze.
Citando dati Istat relativi al servizio idrico e le criticità che interessano numerosi territori calabresi riferibili anche alla generale insoddisfazione delle famiglie per questo servizio, Polisena ha inteso rivolgere il quesito su «quale futuro può avere una comunità se non riesce a governare, a dotarsi e gestire un servizio fondamentale per la vita delle famiglie?», menzionando le infrastrutture obsolete e le condizioni delle reti di distribuzione che necessiterebbero di interventi decisi e mirati per evitare dispersioni.
La proposta avanzata da Polisena per Cinquefrondi, dunque, ha preso in considerazione due punti specifici: potenziare le infrastrutture di captazione e approvvigionamento dell’acqua e realizzare una rete di distribuzione più moderna ed efficiente, in grado di ridurre le dispersioni e migliorare la continuità del servizio per ovviare alla fase emergenziale e passare ad un a fase di programmazione capace di conoscere la disponibilità della risorsa, conservarla, trasportarla e distribuirla in modo più efficace, intervenendo prima che le criticità determinino nuove crisi.
Polisena, seppur cosciente dell’impossibilità di attuare in tempi brevi la proposta, anche per via della necessità delle risorse economiche necessarie per finanziare il progetto, ha auspicato una seria riflessione sul tema rendendosi disponibile al confronto circa le eventuali soluzioni da adottare perché, ha concluso, «se vogliamo governare l’acqua, non dobbiamo più perdere tempo».




