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È durata poche ore la fuga di Marino Massari dal carcere di Palmi

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È durata poche ore la fuga di Marino Massari, 35 anni, ritenuto esponente del clan mafioso pugliese “Strisciuglio”, evaso nel pomeriggio dal reparto di Alta Sicurezza della Casa Circondariale di Palmi, una delle sezioni più sorvegliate dell’istituto penitenziario.

Secondo quanto trapelato, Massari sarebbe riuscito a scavalcare un muro di cinta alto circa quattro metri, eludendo il controllo del personale e approfittando di una momentanea distrazione. L’allarme anti-scavalcamento non avrebbe funzionato correttamente, facilitando la fuga.

La risposta delle forze dell’ordine è stata immediata: la Polizia Penitenziaria ha avviato le ricerche con il supporto della Polizia di Stato e dei Carabinieri. Il detenuto è stato individuato poco dopo in una strada di Palmi, mentre tentava di allontanarsi. Bloccato e arrestato, è stato ricondotto in carcere senza opporre resistenza.

La vicenda ha riacceso l’attenzione sulle criticità del sistema penitenziario italiano. Il carcere di Palmi ospita 170 detenuti, ben oltre la capienza regolamentare di 141 posti, con un organico di appena 110 agenti, a fronte dei 151 necessari. Turni massacranti e carenze strutturali rendono il lavoro del personale sempre più difficile.

Sono in corso accertamenti interni per chiarire le responsabilità e le falle nel sistema di sorveglianza. L’evasione di Massari, seppur risolta in poche ore, ha riacceso il dibattito sulle condizioni di sicurezza nelle carceri italiane. Il segretario generale della UILPA Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio, ha denunciato l’emergenza penitenziaria in corso, sottolineando come quella di Palmi sia stata la quinta evasione in appena cinque giorni, dopo i casi registrati a Bolzano e Napoli