HomeAltre NotizieDopo il tramonto sono scappati quasi tutti i profughi eritrei

Dopo il tramonto sono scappati quasi tutti i profughi eritrei

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sbancoGIOIA TAURO – Sono rimasti solo 6 dei 284 profughi eritrei, tra cui quarantacinque donne e sette bambini, arrivati oggi al porto di Gioia Tauro. Dopo il tormentato viaggio che li ha portati fin qui, non sono rimasti nemmeno per una notte.

Hanno aspettato l’arrivo del buio per dare il via alla fuga. Le donne con i bambini hanno fatto da ariete per tutto il gruppo che ha iniziato a correre e a dileguarsi tra i campi della zona industriale.

Temevano dopo il riconoscimento di venire rinchiusi in un centro di accoglienza o, nel peggiore dei casi di essere rimpatriati.

Di nuovo in fuga dunque, nonostante i quattro giorni stipati su un vecchio barcone in balia delle onde.

Il loro incubo si era concluso nelle acque di competenza maltese a circa 60 miglia da Lampedusa. Li ieri era stato lanciato l’allarme con un telefono satellitare e in pochi minuti era giunto il primo soccorso dalla Capitaneria maltese.
campo profughiA quel punto è stato deciso di deviare la nave container Buxsailor, partita da Tripoli e diretta a Gioia Tauro, per far salire a bordo tutti i migranti.

In quelle ore a Gioia partiva la macchina organizzativa messa in piedi dalla Capitaneria di Porto insieme alla Polizia, ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza.

Ad attendere la porta container e il suo insolito carico umano sulla banchina nord del Porto di Gioia Tauro (guarda il video) c’erano i volontari della Croce Rossa, della Protezione civile, di Emergency e della Caritas.

profughiDopo una sommaria visita a bordo i migranti sono stati portati in un capannone della seconda zona industriale dove sono rimasti però solo poche ore.

Un ragazzo e un uomo sono stati ricoverati all’ospedale di Gioia Tauro per ricevere delle cure, mentre sta bene ed è scappata con gli altri la donna 22enne all’ottavo mese di gravidanza.

Nel corso del pomeriggio il capannone era stato attrezzato. Sono arrivate le brandine ed i bagni chimici, che a questo punto non hanno più senso.
Poco dopo le 23 al campo erano rimaste due pattuglie di Polizia e Carabinieri, sei profughi e una enorme distesa di brandine aperte ma mai utilizzate.
Lucio Rodinò

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