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Domani sera sul lungomare di Gioia la nona edizione della Sagra della Struncatura

Si inizia alle 20 a gustare il ricco menu

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Quella pasta dal colore scuro che prima era scarto ed ora è un vanto grazie alla sagacia degli abitanti della Piana che, importandola a fine ‘800 dagli amalfitani, i quali la utilizzavano come pastone per cavalli, pian piano sono riusciti a valorizzarla come cibo povero, condendola con sughi apparentemente grezzi ma unici.

Stiamo parlando della struncatura, che domani sera sarà la protagonista della Sagra organizzata a Gioia Tauro, giunta alla nona edizione.

La Sagra della Struncatura si terrà sul Lungomare a partire dalle 20; sarà possibile gustarla nelle sue versioni più buone e conosciute: la struncatura ammuddhicata o tradizionale, e quindi con sugo all’aglio, olio, peperoncino, acciughe, pomodori secchi, olive nere, e per finire con il cosiddetto “formaggio dei poveri”, cioè una spolverata di mollica di pane tostata che ne rende unico il sapore.

Ma il menù, vista la capacità di questa pasta di trattenere ed esaltare bene i condimenti, include anche la struncatura con ‘Nduja di Spilinga.

Per rendere la sagra davvero ricchissima, verranno serviti inoltre un panino con prodotti locali, acqua, un bicchiere di vino, anguria; e per concludere caffè o amaro.

L’Associazione Pro Gioia ha fortemente voluto l’evento, grazie anche ad alcuni partner commerciali; la sagra ha avuto quest’anno anche il supporto del food influencer Lorenzo Prattico e della tiktoker calabrese Noemi Spinetti, che hanno realizzato dei video per promuovere l’evento.

Lo scopo è dunque quello di valorizzare un piatto che, grazie all’arte di arrangiarsi dei nostri antenati, da residui di crusca e farina della molitura del grano, destinate agli animali, importate, impastate secondo i racconti dalle scopature di magazzino dei pastifici, condite, personalizzate con acciughe, mollica, sugo allo stocco, altri condimenti.

Grazie all’inventiva si può rendere uno “scarto” un patrimonio culinario.