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Dieni, Cioffi e Morra a confronto con i portuali

Gioia, ieri mattina l’incontro con la delegazione 5 stelle nella sala consiliare

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I parlamentari del Movimento 5 stelle Nicola Morra, Andrea Cioffi e Federica Dieni hanno incontrato ieri mattina un gruppo di portuali di Gioia Tauro.

L’incontro si è svolto nella sala consiliare ed è stato di fatto un tavolo di lavoro sullo stato dell’arte nello scalo gioiese.

La delegazione 5 stelle ha chiesto a tutti i lavoratori presenti di fare il quadro della situazione e di descrivere nei particolari i temi cruciali che caratterizzano la crisi che da ormai 6 anni affligge il porto e il suo territorio.

L’incertezza per il futuro e la paura per un possibile licenziamento hanno caratterizzato molti degli interventi dei dipendenti Mct. Dopo che l’azienda terminalista ha fissato in 400 il numero dei portuali in esubero che confluiranno nell’agenzia finanziata dal ministero, tutti si sentono sotto esame e temono di rientrare nel gruppo dei lavoratori che dovrà lasciare la Medcenter. All’incontro era presente anche una delegazione del Sul.

Il segretario del coordinamento dei portuali Carmelo Cozza si è soffermato sulla necessità «di nuovi investimenti nel porto e di una re-distribuzione del lavoro per evitare disoccupazione in una terra già difficile». I dipendenti Mct hanno raccontato ai parlamentari 5 stelle le difficoltà derivanti dalla situazione dello scalo, i disagi della cassa integrazione uniti alla paura del licenziamento. Nel parlare della loro esperienza i portuali hanno evidenziato il conflitto di interesse dell’unico cliente del porto Msc che è anche socio di Mct.

«E’ necessario tutelare questi 400 lavoratori – ha detto il senatore Morra – perché è evidente il conflitto di interesse, ma noi eravamo contrari all’agenzia perchè siamo contrari a soldi pubblici dati a privati che magari tra tre anni ripresenteranno il problema. Della Calabria si sta facendo terra bruciata, probabilmente perché ci sono altri e diversi interessi. Dovremmo – ha concluso – puntare sulla produzione all’interno del porto con la trasformazione delle materie prime in prodotti finiti da far ripartire».

I portuali presenti hanno chiesto ai rappresentanti del Movimento 5 stelle di portare alla Camera e al Senato, la loro voce e le loro preoccupazioni. In particolare hanno chiesto che ci sia un vigile e attento controllo sull’agenzia, per evitare che favorisca una flessibilità esasperata e per creare le basi per dare vita a nuove opportunità che possano permettere l’uscita dall’agenzia, con il rilancio del porto.