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Dichiarazioni di Mesiani, richieste ulteriori indagini

Dopo che il legale di Aldo Alessio ha fatto opposizione alla archiviazione nel procedimento sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia

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Aldo Alessio
Aldo Alessio

Riceviamo e pubblichiamo:

Nell’udienza del 19.01.18, tenutasi a seguito della richiesta di opposizione alla archiviazione nel procedimento nei confronti di (guarda il video in cui Alessio annuncia la querela) Mesiani Mazzacuva – così come era stata richiesta dal PM, avanzata da Aldo Alessio difeso dall’avvocato Pino Macino, il Giudice per le Indagini Preliminari dott.ssa Giovanna Sergi ha ordinato al PM di effettuare ulteriori indagini:

“che verifichino la rispondenza tra quanto pubblicato” da alcune testate giornalistiche e “quanto dichiarato dal collaboratore di giustizia Mesiani Mazzacuva Pietro, limitatamente alle parti in cui vi è riferimento ad Aldo Alessio”;

“che provvedano (tramite l’acquisizione della trascrizione ove non si sia già proceduto, tramite la trascrizione delle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Mesiani Mazzacuva Pietro nel luglio 2014, se ostensibili, nelle parti in cui si fa riferimento alla persona offesa Aldo Alessio) ad accertare la portata effettiva delle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia con riguardo alla posizione della suddetta persona offesa”.

L’avvocato Pino Macino, nel corso dell’udienza, ha rilevato che le dichiarazioni pubblicate sono inequivocamente indicative di una volontà accusatoria nei confronti di Aldo Alessio e ha lamentato l’omesso interrogatorio del collaboratore di giustizia circa la portata dei suoi riferimenti alla posizione della persona offesa e ai suoi effettivi rapporti con la cosca Molè: ciò anche alla luce di una email pervenuta al suo indirizzo legale di posta elettronica apparentemente proveniente dall’indirizzo pietromesianimazzacuva@virgilio.it, nella quale Mesiani Mazzacuva specificava di non aver mai fatto dichiarazioni in ordine ad Alessio del quale nulla sapeva.

La decisione del GIP è un ulteriore passo in avanti al fine di conoscere la verità dei fatti per rendere giustizia ad Aldo Alessio che non è stato mai servo della ndrangheta e che invece, con i suoi atti amministrativi concreti e con i suoi comportamenti, l’ha sempre apertamente contrastata.

Alla luce di questa ordinanza, è necessario fare chiarezza sul periodo buio della nostra Città individuando i servi, i complici, i fiancheggiatori e tutti coloro i quali hanno consegnato il loro mandato elettorale nella mani della ndrangheta, mortificando e penalizzando una intera Città.

Lo Stato, in tutte le sue forme ed articolazioni, deve esercitare un continuo e maggiore controllo del territorio e deve saperlo fare bene, altrimenti il rischio è che assieme all’acqua sporca si getta via pure il bambino.

La mafia non è invincibile, ma bisogna lavorare per rafforzare il già debole tessuto democratico esistente sul territorio anziché indebolirlo ulteriormente gettando fango su tutti, indistintamente, e indipendentemente della loro storia e dai loro comportamenti.

Questo compito spetta alla politica, quella vera, e a tutti coloro che vogliono ancora, liberamente, continuare a lottare e battersi per costruire un mondo migliore.

Cagliari, 30 Gennaio 2018
Aldo Alessio