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Decreto milleproroghe e Porto di Gioia: l’intervento di Naccari

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Riceviamo e pubblichiamo:

C’è da rimanere allibiti se si confronta la dichiarazione di giubilo della vice presidente della Regione Stasi con le notizie vere circa il decreto dei ministri Matteoli e Tremonti a favore dei porti italiani.

La Stasi festeggiava “la conferma degli impegni assunti riguardo l’area portuale di Gioia Tauro attraverso il via libera dei 18 milioni di euro previsti dal decreto Milleproroghe” . La vice presidente dimenticava già allora di sottolineare come il decreto prevedesse 250 milioni di euro per i porti e solamente le briciole per quelli di transhipment che guarda caso sono solo nel Mezzogiorno (Taranto, Cagliari e Gioia Tauro).

I risultati sono che mentre Genova e Savona riceveranno 0ltre 50 milioni a testa Gioia riceverà le briciole (pare 6 milioni di euro). Alla faccia degli impegni assunti e mantenuti dal governo Berlusconi. Oltretutto era nota la difficoltà della relativa Port Authority in riferimento alla manovra di abbattimento delle tasse di ancoraggio che ancora la cecità del governo nazionale avevano scaricato come regolazione sulle autorità portuali favorendo di fatto i più ricchi porti del nord.

Ora c’è da chiedersi se la vicenda non debba indurre la Regione e i parlamentari di maggioranza a interrogarsi sul proprio ruolo. Si ascoltano da parte della PDL calabrese solo peana al governo che non perde occasione di trattare la Calabria come mai nella sua storia, che è pure di abbandono e marginalità, è stato fatto da nessuno. Ci sarà un motivo per cui il porto di Gioia Tauro è oggi in piena crisi?

Il partito democratico nei giorni scorsi ad iniziativa dei dipartimenti Economia e Infrastrutture ha programmato nelle prossime settimane proprio a Gioia l’iniziativa nazionale con cui intende rappresentare le proprie idee sulla portualità italiana e in questi giorni proporrà in sede parlamentare, in occasione del decreto sviluppo, un pacchetto di misure per il rilancio della portualità in Italia.

Siamo convinti che il Paese non possa più permettersi una non gestione del settore portuale, orfano di un programma strategico nazionale e di un minimo di risorse che se opportunamente investite sarebbero da stimolo alla crescita economica agendo da moltiplicatore. In attesa di altri comunicati di giubilo della Regione, lavoreremo per impedire il declino delle opportunità del sistema Paese.

Demetrio Naccari Carlizzi
(Dipartimento Economia PD nazionale)

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