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CSM Taurianova, la protesta non si ferma

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Il dibattito sul futuro del Centro di Salute Mentale (CSM) di Taurianova continua ad alimentare tensioni politiche e civiche. Dopo settimane di mobilitazioni spontanee da parte di cittadini e operatori sanitari, e a fronte delle polemiche suscitate dalle dichiarazioni del sindaco Roy Biasi, interviene il consigliere comunale di minoranza Simone Marafioti. Nel suo comunicato, Marafioti critica duramente l’atteggiamento dell’amministrazione, accusata di minimizzare una situazione definita “drammatica” e di tentare di delegittimare il dissenso civico. Al centro della sua nota, la difesa della salute pubblica come diritto fondamentale e la richiesta di ascolto verso chi, dal basso, chiede risposte concrete alla cronica carenza di personale del CSM.

di seguito la nota:

Da settimane ormai il Centro di Salute Mentale (CSM) di Taurianova è sotto i riflettori, vittima di preoccupanti contraddizioni e tentativi maldestri di minimizzare una realtà drammatica. Il Sindaco Biasi, con toni da autoproclamata vittima, ha avuto il coraggio di puntare il dito contro il comitato civico spontaneo sorto per difendere la dignità della salute pubblica, accusandolo di “strategie politiche e regie interessate” che avrebbero rischiato di arrecare danno alla città, mentre la verità dei fatti — confermata anche dalla stampa specializzata e dagli operatori stessi — è sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi mesi il CSM ha visto il suo personale ridotto ai minimi termini: due medici prossimi alla pensione, una psicologa con contratto in scadenza, operatori sempre meno numerosi. È stata la mobilitazione dei cittadini e degli operatori a portare in piazza la denuncia che la politica locale avrebbe voluto silenziare, con Biasi e la sua amministrazione che hanno brillato per l’assenza durante le manifestazioni spontanee.​

Le accuse del Sindaco appaiono un tentativo maldestro di spostare l’attenzione: la sola “regia” evidente in questa vicenda è quella della sua propaganda, con continue rassicurazioni vuote e slogan impacchettati ad uso elettorale. Se la città oggi vede rinnovare di pochi mesi (fino al 31 Dicembre) la speranza grazie alla firma di due contratti (non cinque) da parte di nuovi medici, non si deve certo a un ipotetico dialogo istituzionale “proficuo”, quanto alla pressione esercitata dalla cittadinanza attiva, vera protagonista di questa battaglia. Va detto, però, che tale “soluzione” pare più una “toppa”, un “bavaglio” utile a placare le polemiche, che una vera cura all’atavica carenza di personale. Di conseguenza – al contrario di ciò che pensa Biasi – è più che giusto mantenere alto il livello di attenzione. Troppo facile – oltre che vigliacco – tentare di delegittimare il dissenso civico; troppo comodo lanciare accuse sui presunti interessi politici di chi, invece, difende diritti basilari come la salute e la dignità delle persone fragili.A utilizzare una “regia” non propriamente disinteressata è chi oggi — in piena crisi — si adopera per recitare il ruolo della vittima, mentre la verità urla dai cortili del CSM e in ogni casa dove la fragilità psichica chiede risposte e attenzione concreta. Proprio Biasi, nella paura di perdere consensi, cerca di strumentalizzare le angosce, cercando costantemente un “nemico della città” a cui dare la colpa. Il Sindaco cade nella trappola che lui stesso ha teso: sempre pronto a lanciare l’anatema contro chi “strumentalizza”,  mentre è il primo a cucirsi addosso la veste della vittima. Un disco rotto che ad ogni minimo afflato di dissenso nei suoi confronti, torna a rivendicare la propria “fondata speranza” di soluzione, la propria “serrata interlocuzione”, i famosi “fatti” al posto delle parole. L’ultima “mossa” del Sindaco si legge nella sua nota stampa, in cui non esita a tirare in ballo personaggi come Francesco Cannizzaro e Roberto Occhiuto — come se invocare nomi altisonanti potesse dar valore alle sue parole. È patetico pensare di nascondersi dietro le ombre di chi non ha vissuto in prima persona il disagio di Taurianova: una citazione che sa di invocazione, una tecnica da chi sa di non saper più convincere se non chiamando in soccorso le “autorità” di turno. Ogni volta che la realtà fa paura, ecco l’appello rituale ai salvatori esterni: una scena già vista, che non fa onore né alla città né alla funzione di chi la rappresenta.


La difesa delle strutture sanitarie nasce dal basso, dal bisogno reale, non dalle alchimie della propaganda. Chi vuole far passare chi scende in piazza con coraggio per una pedina in mano a oscure strategie, svela in realtà il proprio timore: quello di essere già respinto dalla sua stessa comunità. A Biasi che accusa altri di fare campagna elettorale, va fatto notare che oggi, nel tentare di delegittimare le manifestazioni spontanee col vittimismo, lui e la sua squadra scoprono la più triste delle carte: la paura. Lasci la città fuori dalla sua retorica e ascolti finalmente chi, con passione e strumenti civici, difende ciò che è di tutti: la salute pubblica, la dignità dei più deboli, il diritto a non essere lasciati mai soli.
Simone Marafioti
Consigliere comunale di minoranza