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Concessione portuale, avviato l’iter di decadenza

Lo ha annunciato con un comunicato stampa l'Autorità Portuale di Gioia Tauro

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Toninelli e Agostinelli

Il procedimento di decadenza della concessione demaniale delle banchine del porto di Gioia Tauro è stato ufficialmente avviato.

A poco più di 24 ore dalla visita del ministro Toninelli a Gioia Tauro è arrivata la notizia ufficiale da parte dell’Autorità Portuale.

Il comunicato

“In data odierna – si legge in una nota diffusa pochi minuti fa – l’Autorità portuale di Gioia Tauro, guidata dal commissario straordinario, Andrea Agostinelli, ha comunicato ai due azionisti del Terminal MCT, Contship e Til-Msc, l’avvio del procedimento di decadenza della relativa concessione demaniale delle banchine del porto di Gioia Tauro”.

Già ieri il ministro Toninelli aveva annunciato che nel giro di poche ore sarebbe stata formalizzata una lettera di messa in mora nei confronti di Mct.

La strategia di Toninelli

Il titolare del ministero dei Trasporti ha detto di considerare la società monopolista al porto di Gioia Tauro inadempiente perché da anni non effettuerebbe la dovuta manutenzione e non darebbe seguito agli impegni presi per lo sviluppo dello scalo calabrese.

La guerra dentro Mct

La situazione all’interno di Medcenter è abbastanza intricata.

Mct, l’azienda titolare della concessione per la banchina del porto gioiese è composta al 50% dal gruppo Contship e al 50% da Msc. Il potere decisionale è però nelle mani di Contship.

Msc ha palesato l’interesse a subentrare a Contship ma al momento la trattativa sembra molto lontana da una conclusione.

La concessione

Til Msc ha detto di essere pronta a investire e il ministro Toninelli ieri ha detto di credere nella volontà del gruppo. L’ostacolo sarebbe quindi l’atteggiamento del gruppo Contship.

Da oggi è stato avviato il procedimento di revoca della concessione anche se in tanti tra gli operai sperano che i due colossi del mare trovino un accordo e che Msc subentri in maniera celere.

Sulla graticola infatti ci sono i lavoratori. Da una parte c’è la minaccia dei nuovi licenziamenti prospettati da Mct. Dall’altra i dubbi sulle strategie che possano trasformare in realtà gli impegni presi da Msc.