CITTANOVA – “Da che parte sta il mare”: è il libro-racconto della giornalista Annarosa Macrì, presentato ieri nei locali del Polo Solidale per la Legalità, su iniziativa dell’associazione culturale ” Cittanuova”, presieduta da Clelia Bruzzì.
Alla convention hanno relazionato: Francesco Adornato, preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Macerata, Ottavio Amaro dell’Università di Reggio Calabria Vittorio Piscitelli, Prefetto di Reggio Calabria e l’autrice dell’opera Annarosa Macrì.
Un dibattito dal sapore umano, un viaggio tra le pagine di un racconto che i relatori hanno condotto attraverso gli occhi di “Anna”, la bambina, figlia di una famiglia calabrese degli anni ’50, che con l’innocenza dei suoi otto anni si apre alla visione del mondo, e attraverso le esperienze familiari racconta anche un pezzo di storia della Calabria del secolo scorso.
“Il libro racconta la storia di un’epoca, ed è palese il nesso tra felicità e sgomento, rappresenta i mutamenti della società reggina, la miseria e le prime forme di benessere, le distanze di classe e il valore indiscutibile della cultura e del sapere”.
“Il paesaggio e i suoi contrasti: la bellezze e il dramma, la voglia di partire e il desiderio, il bisogno di voler ritornare, attrazione fatale e disperazione di una città che dietro al suo volto gentile nasconde anche le paure”.
Queste alcune delle chiavi di lettura fornite dai relatori.
E’ stato definito: un libro intenso e da gustare.
Un racconto che ha suscitato visibilmente l’apprezzamento della platea, un’emozione che ha accomunato i presenti nel ritorno al passato, a quella generazione fatta di essenze e di valori.
“Nostalgia ed orgoglio”, per il prefetto di Reggio Calabria, nostalgia per il senso alto della famiglia, che l’autrice ha messo in rilievo, ed orgoglio per la consapevolezza di appartenere ad una generazione che ha ancora tanto da dare.
I lavori sono giunti al termine con l’intervento di Annarosa Macrì che ha sottolineato l’importanza di raccontare, il dovere che ognuno ha di narrare la propria storia e quella altrui, dunque raccontare per vivere.
La scrittrice, ha evidenziato i punti centrali della sua opera: una storia di povertà, di tutta una generazione che ha faticato per diventare ciò che è, una storia di grande dignità, la storia di un grande amore familiare, la vicenda di una bambina che rappresenta le coetanee di quella generazione.
“C’è tanto della mia storia in questo libro, ma non è solo mia – afferma Annarosa Macrì – è un pezzo della storia della nostra Calabria.
Elisabetta Deleo





