CITTANOVA – L’opposizione torna a parlare di acqua potabile e nei giorni scorsi i gruppi consiliari Cittanova Protagonista e Per un Nuovo Inizio con gli esponenti del Partito Democratico hanno ufficializzato la questione in una conferenza stampa che si è tenuta proprio nei locali del circolo di centrosinistra.
I dubbi sulla genuinità delle acque cittadine erano sorti a seguito di alcune rilevazioni effettuate dall’Arpacal che aveva riscontrato delle anomalie del servizio idrico locale, per tacere la polemica il sindaco Cannatà in un successivo comunicato affermava che i campioni di liquido prelevati dalle fontane pubbliche cittadine e analizzati da altra azienda attestavano la bontà delle acque pubbliche.
Ma i consiglieri di minoranza parlano di “verità non dette” ed “atti secretati”. L’arpacal avrebbe analizzato 5 campioni e tutti documentano una non conformità alle normative vigenti. D’altra parte hanno rilevato come non sia possibile procedere ad un confronto tra i risultati prodotti dalle due aziende, trattandosi di prelievi effettuati in località diverse e soprattutto in periodi diversi.
Senza voler creare allarmismi di sorta, i consiglieri Cosentino, La Delfa e Sorbara, hanno parlato di una situazione problematica delle acque cittanovesi che avrebbe meritato un monitoraggio attento da parte dell’amministrazione e non una gestione superficiale. Per l’opposizione vi sarebbe stata una sottrazione di responsabilità amministrativa e il dovere di chiarezza e trasparenza dell’ente comunale sarebbe venuto meno.
Da non tralasciare poi l’aspetto politico della questione che i gruppi di minoranza hanno più volte sottolineato: “nessun investimento di natura progettuale, politico e amministrativo, nessuna azione seria per la salvaguardia di una risorsa tanto preziosa, come l’acqua di Cittanova, che avrebbe dovuto rappresentare, invece, un punto qualificante per il paese”.
Ma vi è di più: con una determina dello scorso novembre l’amministrazione avrebbe predisposto una spesa pari a 16 mila euro per l’installazione di un impianto di distribuzione d’acqua ionizzata. Una contraddizione amministrativa che – sostiene l’opposizione – non avrebbe ragion d’essere se è vero che le acque cittadine sono salubri.
Elisabetta Deleo





