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Cittanova, il PD attacca l’amministrazione Antico: “Due anni di ritardi, scelte sbagliate e occasioni perdute”

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A poco meno di due anni dall’insediamento dell’amministrazione guidata dal sindaco Antonino Antico, il Partito Democratico di Cittanova traccia un bilancio durissimo dell’operato della maggioranza. In un documento articolato, i democratici parlano di una città “in condizioni di grande sofferenza”, denunciando “bugie, negligenze, ritardi e iniziative discutibili” che avrebbero tradito le aspettative dei cittadini.

Secondo il PD, l’attuale amministrazione sarebbe nata su un “programma politico-amministrativo improvvisato”, costruito più per esigenze elettorali che per una reale visione di governo. Una coalizione definita “eterogenea e fragile”, esplosa dopo meno di un anno con accuse reciproche e divisioni interne che avrebbero indebolito la rappresentanza del Comune nei tavoli istituzionali più importanti.

Il risultato, scrivono i democratici, è un’amministrazione “ripiegata su piccoli interessi personali, priva di visione strategica e incapace di gestire l’esistente o programmare il futuro”.

Uno dei capitoli più critici riguarda i finanziamenti ereditati dalle precedenti amministrazioni. Il PD chiede chiarezza su quali fondi siano stati utilizzati, per quali interventi e con quali risultati.

Due i casi emblematici citati:

  • Il progetto PNRR “Cultura, sport e inclusione sociale” da 2 milioni di euro, in partnership con Molochio, di cui “non si hanno più notizie”.
  • La foresteria per il centro antiviolenza, anch’essa finanziata con 2 milioni di euro, oggi a rischio per ritardi, inadempienze e mancata consegna del cantiere all’impresa.

Il documento dedica ampio spazio alla situazione della Villa comunale, definita “simbolo evidente dell’incuria e dell’incapacità gestionale”.

Il PD elenca sei criticità principali, tra cui:

  • affidamento dei lavori con il criterio del massimo ribasso;
  • direzione lavori ritenuta inadeguata;
  • interventi eseguiti senza qualificazioni specialistiche su un bene vincolato;
  • mancata vigilanza sui cantieri;
  • restituzione al Ministero di 440 mila euro non utilizzati;
  • collaudo definito “frettoloso e da chiarire”.

Il quadro è aggravato dall’emergenza del punteruolo rosso, per la quale – secondo il PD – non sarebbe stato predisposto alcun piano di prevenzione.

Il PD denuncia che anche per il progetto di riqualificazione dell’area tra Piazza Calvario e Piazza Parise, finanziato con 2,3 milioni di euro, l’amministrazione avrebbe replicato gli stessi errori della Villa comunale, scegliendo ancora una volta il massimo ribasso.

Durissima anche la critica all’abbattimento dei pini secolari di Piazza Croce, definito “uno scempio ambientale” e basato – secondo i democratici – su una relazione tecnica “copiata da un documento di Legambiente Carrara”.

Il PD ricorda che Cittanova era tra i Comuni più virtuosi della Calabria nella raccolta differenziata, grazie a una gestione pubblica efficiente e a investimenti programmati.

Oggi, invece, il servizio sarebbe “irregolare, inefficace, con mezzi fatiscenti e operatori lasciati senza stipendio”.

La decisione della giunta di esternalizzare il servizio viene definita “la conferma del fallimento”.

Il sequestro dell’isola ecologica, trasformata in sito di stoccaggio illegale anche di rifiuti provenienti dal cantiere della Villa, rappresenterebbe il punto più grave della gestione ambientale.

Il documento si chiude con un appello alla responsabilità.

Il PD invita la maggioranza a “abbandonare prove muscolari e corse solitarie” e a ristabilire un clima di coesione sociale, ricordando che la vitalità del paese oggi si regge soprattutto sull’impegno dei cittadini e delle associazioni.

Il partito si impegna a svolgere un ruolo “rigoroso, costruttivo e trasparente”, pronto al confronto ma determinato a contrastare scelte ritenute dannose.