Cinquefrondi, Cascarano sfida Polisena e Risveglio: «Conia è un avversario, mai un nemico»

L'ex sindaco annuncia il ritorno sulla scena politica cittadina e prende le distanze dalle polemiche sugli accordi trasversali. Frecciata a Polisena e Risveglio, mentre Rinascita apprezza

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Partiamo dalla fine: la notizia è che l’ex sindaco Marco Cascarano ed esponente di Fratelli d’Italia ha pubblicamente annunciato il suo ritorno sulla scena politica cittadina dopo anni di assenza dovuti a incombenze familiari e lavorative. Certamente un bene per la democrazia delle voci al plurale e scelta che comporterà un arricchimento del dibattito pubblico ultimamente polarizzato dalle dinamiche legate alla sentenza di primo grado comminata dal Tribunale di Catanzaro sulla nota vicenda del debito idrico e sul modello di gestione amministrativa offerto, specialmente in queste ultime tre consiliature, dalla maggioranza di Rinascita messa sotto torchio dalle interrogazioni di Risveglio e dalle pungenti uscite del consigliere socialista Aldo Polisena in merito alle criticità rilevate.

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Aldo Polisena

Ma con questa uscita Cascarano, evidentemente piccato dalle considerazioni di quest’ultimo, ha voluto evidenziare la sostanziale distanza politica che lo separa dall’Amministrazione di Michele Conia confermando, tuttavia, la lealtà sul piano umano: «Non tocca a me difendere l’attuale Sindaco, che ritengo politicamente inadeguato, ma giammai lo combatterò sul terreno del fango personale o familiare» ricordando i trascorsi politici su fronti opposti, dicendosi pronto al confronto pubblico sui temi più caldi da affrontare senza riserve. Lo spunto? La presa di posizione congiunta firmata da Polisena e Giancarlo Raso, in quota Lega, in merito alla gestione del campo sportivo Cimino che ha innescato una serie di contro comunicati arrivati ad invocare l’intervento del campo largo calabrese per presunti inciuci politici.

Cascarano, dal canto suo, rispolverando l’esito delle ultime elezioni regionali ne ha ricordato le vicende politiche cristallizzate, a suo avviso, nell’«armata Brancaleone nata solo per contrastarmi, un calderone indistinto dal PD alla Lega» cercando di dissipare così le polemiche su presunti accordi sottobanco con Conia e i suoi. «Molti di voi, che oggi gridano all’inciucio, erano con Conia fino a ieri, hanno sostenuto la sua politica e hanno (dis)amministrato con lui, lasciando in eredità anche parte di quel buco milionario sui ruoli dell’acqua che ha nomi e cognomi precisi. Chi ha sbagliato deve pagare!» ha quindi, tuonato, ricordano, ancora una volta che «PD e Conia restano legittimi avversari, mai nemici».

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Michele Conia

Una presa di posizione che, paradossalmente, è piaciuta persino a Rinascita che, prontamente, ha apprezzato, riconoscendo a Cascarano non solo la leadership del centrodestra cittadino ma anche «un’apertura che arriva da chi, sul piano politico, ci è storicamente e programmaticamente lontano anni luce». Un’apertura sulle distanze, insomma, volutamente ribadita quasi a creare un asse, su fronti opposti, contro le bordate di Polisena e Risveglio arrivati a reclamare democrazia e trasparenza al cospetto del Prefetto.