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Cento e Savastano: «emendamento presentato per il bene della città»

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Savastano e Cento

Savastano e Cento
Savastano e Cento
GIOIA TAURO – «Le modifiche di bilancio proposte nel nostro emendamento contengono misure concrete e immediate su salute, aiuti alle famiglie e lavoro». Così il presidente del consiglio Domenico Savastano e il consigliere Domenico Cento hanno motivato la loro decisione di non votare il bilancio se non fosse passato l’emendamento da loro proposto. Decisione che ha spinto il sindaco, ieri mattina, a presentare le dimissioni.

Nel corso della conferenza stampa, che si è tenuta nella saletta del consiglio comunale, i due consiglieri del Pd, dopo aver letto la lettera di dimissioni in cui il primo cittadino accusa Cento e Savastano di «interessi personalistici», hanno replicato in maniera netta.

«Quali sarebbero gli interessi personalistici? – ha chiesto Savastano – forse il fatto che abbiamo proposto di evitare una spesa di 310 mila euro per il noleggio di mezzi per la differenziata che l’ente avrebbe potuto acquistare a costi molto più bassi in leasing, oppure l’indagine epidemiologica per capire la causa dell’insorgenza di tante malattie, o l’istituzione delle borse di studio?».

Alla domanda sulle riunioni con l’opposizione Cento ha replicato deciso: «non abbiamo fatto alcun “inciucio”, abbiamo solo illustrato la nostra proposta. E infatti in Consiglio la differenza di posizioni tra noi due (Cento e Savastano ndr) e l’opposizione è stata evidente. Invece di accusarci il sindaco – ha detto ancora Cento avrebbe dovuto discutere l’emendamento all’interno del Pd, come abbiamo sempre chiesto, ma come lui si è sempre rifiutato di fare».

Savastano ha poi ripercorso alcune vicende amministrative degli ultimi anni a partire dal suo operato da assessore all’Ambiente. «Il progetto della differenziata – ha detto il presidente del consiglio – che oggi viene definito un fiore all’occhiello, è un mio progetto, frutto di mesi di studio, realizzato con due anni di ritardo perchè l’amministrazione aveva deciso di ingolfare completamente l’ufficio tecnico con i Pisu. Dovevo scrivere da solo anche le delibere. Il progetto illustrato in campagna elettorale anche da Bellofiore, – ha detto ancora – che parlava di quintuplicazione di posti di lavoro, prevedeva solo l’esternalizzazione della manodopera da assegnare a cooperative sociali che hanno costi inferiori. Anche sull’acqua pubblica i miei progetti non sono stati assecondati. Era previsto un investiimento di 400 mila euro per rendere autonomo il nostro comune e invece continuiamo a pagare somme ingenti alla Sorical».

I margini per una ricomposizione dello strappo sembrano minimi. Mentre Cento si dice pronto a discutere l’emendamento all’interno del partito ritenendolo “utile per il bene della città” e tutto sommato aperto a un confronto, la linea di Savastano è molto meno diplomatica «L’emendamento deve essere approvato – ha detto – e non lo ritiro neanche se viene Renzi a Gioia Tauro a chiedermelo».

Per capire se l’esperienza amministrativa di Bellofiore, avviata nel 2010 sia giunta al termine o se invece possa concludersi alla scadenza naturale, bisogna attendere i 20 giorni che renderanno le dimissioni del sindaco “irrevocabili”.

La durezza dei toni delle due conferenze stampa di ieri rende comunque abbastanza arduo il raggiungimento di un accordo tra Cento e Savastano e il resto della compagine amministrativa.
Lucio Rodinò