I gestori del canile di contrada Cordiano a Gioia Tauro dovranno demolire i box e le recinzioni costruiti senza le autorizzazioni necessarie.
L’ordinanza è stata firmata lunedì dalla dirigente dell’Ufficio tecnico, Angela Nicoletta.
La struttura che sorge a circa 200 metri dall’acquedotto comunale e dai pozzi di Gillè, è stata sequestrata dalla polizia locale la settimana scorsa.
Nonostante il comune avesse sospeso la Scia edilizia nel settembre del 2015 nell’area sono stati installati i box prefabbricati e le recinzioni.
Durante i controlli gli agenti della Polizia Locale, diretti da Angelo D’Ascola, hanno trovato nella struttura circa 40 cani.
Nell’ordinanza si legge che l’autorizzazione era stata sospesa «negli interessi preminenti della salute pubblica, in quanto i pozzi e le sorgenti alimentano la rete dell’acquedotto comunale» e perché non c’erano «gli ulteriori pareri autorizzatori di carattere urbanistico, edilizio e sanitario».
Alla proprietaria del canile rifugio è stato intimato di portare in un altro posto gli animali. Dopo la demolizione dei box dovrà inoltre effettuare «i controlli sui suoli interessati dalle opere edilizie non autorizzate» e nel caso in cui venisse provato un danno ambientale dovrà provvedere a sue spese agli interventi di bonifica necessari «per la tutela della salute pubblica».
La tutela dell’acqua
L’allarme sulla situazione in cui si trovano i pozzi d’acqua di contrada Gillè, è scattato il 9 dicembre dopo il sopralluogo effettuato dai tecnici del comune, insieme alla segretaria Caterina Romanò e al presidente del Consiglio Santo Bagalà.
L’area da cui il comune attinge una parte dell’acqua che finisce in tutte le case di Gioia Tauro non è adeguatamente recintata ed i pozzi sarebbero accessibili da chiunque. Il sito non avrebbe quindi le necessarie zone di tutela assoluta, che sono le aree che circondano le fonti d’acqua e che dovrebbero avere un’estensione di almeno dieci metri di raggio dal punto di captazione e dovrebbero essere adeguatamente protette. Anche gli impianti elettrici non sono a norma e necessitano di grossi interventi migliorativi.
Il sopralluogo era stato sollecitato da Santo Bagalà che aveva segnalato in diverse occasioni agli uffici comunali i problemi relativi ai pozzi di Gillè e già lo scorso anno, insieme a uno dei tecnici comunali, aveva redatto una relazione con una serie di interventi da effettuare per migliorare l’approvvigionamento dell’acqua e soprattutto per renderlo sicuro e conforme alle norme vigenti. E proprio in quest’ottica la polizia locale, ha fatto nei giorni successivi l’ispezione all’interno del nuovo canile che sorge nella stessa zona dei pozzi e che è stato poi sequestrato.




