L’osservatorio ambientale Iride ha inviato ieri mattina una diffida ufficiale al Comune di Gioia Tauro, alla Città metropolitana e alla Regione Calabria.
Al centro del documento, presentato dal presidente Raffaele Giacobbe e sottoscritto da altre 100 persone, la situazione del torrente Budello, il corso d’acqua che nel novembre del 2010 ha causato l’alluvione dei quartieri Fiume e Valleamena.
La missiva, indirizzata per conoscenza anche prefetto di Reggio e al procuratore della Repubblica di Palmi diffida «gli enti competenti ad attivare urgenti interventi manutentivi e di messa in sicurezza del fiume Budello, onde scongiurare pericoli per la privata e pubblica incolumità».
L’incontro di Iride con Fichera
Oggi gli attivisti di Iride hanno incontrato il commissario prefettizio Domenico Fichera che guida il comune di Gioia Tauro per illustrargli nel dettaglio i motivi che hanno portato alla presentazione della diffida.
I lavori per la messa in sicurezza procedono a rilento e anche la pulizia effettuata da Calabria verde non è stata completata.
Il letto del torrente è in parte ostruito dai rovi e dagli sfalci di potatura. Per tutta la giornata di ieri la Protezione civile ha monitorato insieme ai tecnici comunali e alla Polizia locale il corso d’acqua che per fortuna non ha superato il livello di guardia nonostante la forte pioggia.
I lavori di messa in sicurezza prevedono la creazione di un letto artificiale, che renda meno tortuoso il percorso del torrente e l’apertura di un nuovo tunnel sotto la ferrovia. È quello infatti il tratto più pericoloso del corso d’acqua.
La terra, i detriti ed i rifiuti trascinati verso il mare dalla corrente si bloccano in quel punto e diventano un tappo che blocca il torrente e lo fa esondare. Il tunnel andrebbe pulito periodicamente ma quest’ultima operazione però non viene effettuata e il torrente è diventato l’incubo degli abitanti dei quartieri Fiume e Valleamena che temono sempre di rivivere l’alluvione del 2010.





