Per circa un mese e mezzo sentiremo parlare di rugby e precisamente del torneo “Sei Nazioni”.
Inghilterra, Francia, Scozia, Irlanda, Italia e Galles partecipano al più importante ed ambito evento sportivo dell’emisfero nord di rugby.
Il rugby è uno sport semplicissimo e, a suo modo, perverso: l’obiettivo è appoggiare un pallone ovale oltre la linea di meta. A rendere più difficile il gioco – oltre agli avversari che si oppongono – c’è un semplice principio: la palla ovale può essere passata solo all’indietro.
Nel rugby ci sono due modi per avanzare con la palla ovale: la si tiene in mano mentre si corre o la si calcia in avanti con il piede, rischiando quindi di passarla agli avversari.
La squadra avversaria per fermare l’avanzamento può placcare (far cadere a terra il portatore del pallone secondo regole precise) e cercare di recupera il pallone e a sua volta andare a segnare la meta.
Ma il rugby, a Palmi, dov’è?
Ultimamente il rugby nella provincia di Reggio Calabria e di Cosenza si avvale spesso dell’aiuto di progetti di Club, della Federazione ed anche del Miur e Coni in particolar modo nelle scuole. A Palmi l’attività si è fermata.
Molto speso, se si parla di rugby, si pensa erroneamente ad uno sport pericoloso e che invita alla violenza, ma è bene sapere che non è affatto così. Nel rugby sono necessaria la resistenza e la velocità ma ancora più importante è il rispetto per l’avversario, chiunque sia.
Il rugby è una scuola di vita, in grado di insegnare, ai giocatori ed ai tifosi ad essere responsabili ed a conoscere i propri limiti.
Ecco perché a Palmi la società sportiva di Massimo Caruso, presso il campo sportivo Garanta, crede in questi valori e per questo motivo, a breve, sarà organizzato un corso di mini rugby per bambine e bambini dai 8 ai 14 anni, in collaborazione con la società CAS Reggio Calabria assieme al suo allenatore e tecnico federale Giovanni Antonio Russo.





