«Il nostro mare, si legge oggi sulla prima pagina di un quotidiano locale, è avvelenato dagli scarichi inquinanti. Dovremmo essere sorpresi? Noi non possiamo esserlo». Scrive così in una nota il Circolo Armino di Palmi, in seguito alla notizia diffusa ieri dalla Gazzetta del Sud sulla scoperta di una condotta sottomarina altamente inquinante, che interesserebbe particolarmente le coste di Gioia Tauro, dove a soli 100 m dalla riva sarebbe presente una sorta di “piccolo vulcano eruttante fogna”.
«Tre anni fa, il 2 settembre 2019 – continua il Circolo palmese – in sede di approvazione del rinnovo della convenzione con la società IAM (Iniziative Ambientali Meridionali) per il servizio di trattamento delle acque reflue, il nostro consigliere oggi candidato a sindaco, Pino Ippolito Armino, con il suo voto contrario metteva in evidenza il paradosso di un servizio che non solo è pagato forfettariamente, cioè senza neppure tenere conto della reale quantità di acque addotte alla depurazione, ma è fuori da ogni controllo.
Sei giorni dopo, l’8 settembre, in Villa comunale mostravamo dinanzi a un pubblico numeroso l’esito di una nostra ricerca sulla qualità delle acque marine, denunciando lo sversamento in mare di circa mezzo milione di metri cubi all’anno di acque non trattate e la necessità di un severo controllo sul servizio affidato alla IAM.
Lo stesso giorno presentavamo un formale esposto, per il tramite dei Carabinieri, alla Procura della Repubblica di Palmi. Del successivo 10 settembre è il manifesto, qui allegato, che riproduce una sintesi delle nostre osservazioni e delle nostre richieste.
Non era del resto la prima volta che il Circolo Armino interveniva per deplorare la gravissima situazione del mare. In Consiglio comunale eravamo già intervenuti con interpellanze il 15 novembre 2017, il 18 giugno, il 31 luglio e il 18 settembre 2018 e ancora il 5 marzo 2019. Più che sorpresi, dunque, siamo amareggiati e indignati per non essere stati sin qui ascoltati».






