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Amici del Mare: un affaccio culturale sul Mediterraneo

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La sede dell'associazione Amici del Mare
La sede dell'associazione Amici del Mare

Franco Romeo è stato riconfermato presidente dell’associazione Amici del Mare.

La sua rielezione, avvenuta nei giorni scorsi, rappresenta un attestato di stima e di fiducia che i soci del sodalizio hanno voluto attribuire al noto imprenditore di Gioia Tauro.

Ad affiancarlo ci saranno il vicepresidente Michele Antonucci, Ferruccio Perrotta, segretario, e i consiglieri Nando Loiacono e Franco Sindoni. L’associazione Amici del Mare è nata nel giugno del 1993, su iniziativa di un gruppo di amici.

Nello stesso periodo veniva inoltrata alla Capitaneria di Porto «istanza di concessione – si legge nel sito dell’associazione – di una zona di suolo demaniale marittimo (scogliera e specchio acqueo) nella darsena servizi del porto. In data 1° maggio 1994 la stessa Capitaneria concedeva all’associazione di occupare una superficie totale di 3.310 mq, al fine di installare un pontile galleggiante, provvisto di relativa passerella, e una struttura prefabbricata da adibire a posto servizi essenziali e segreteria».

Dal 1° gennaio del 1999 il sodalizio gioiese è autonomo poiché, inizialmente, era una delegazione dell’associazione “Marecalabria” di Reggio.

In questi ultimi anni sono state innumerevoli le iniziative promosse dall’associazione, nell’ottica della riscoperta di quei valori – contemplati nel proprio statuto – capaci di collocare al centro il Mediterraneo, quale crocevia di dialoghi e di culture. E’ in questa prospettiva di senso che, oggi, si vuole dare un rinnovato slancio agli scopi sociali.
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Presidente Romeo, rispetto al passato, sono previste novità programmatiche? Avete un sogno nel cassetto?
«Grazie di questa opportunità. Mi permetta, però, di ricordare quelle persone, con in testa il presidente dell’epoca, il compianto Franco Costa, che si adoperarono perché questa associazione diventasse realtà. Rispondendo alla sua domanda, noi abbiamo più di un sogno nel cassetto. Già due anni fa, durante il mio primo mandato, assieme al precedente direttivo abbiamo avviato un’opera di apertura verso l’esterno. Considerato il successo ottenuto, che ha visto coinvolto l’Istituto Severi, precisamente gli allievi dell’indirizzo nautico, vogliamo intensificare quelle attività grazie alle quali gli studenti possono vivere il mare, facendo esperienze dirette sul campo, con l’utilizzo delle nostre strutture e delle nostre barche. Anche quest’anno organizzeremo la regata velica, alla quale, come nella passata edizione, parteciperanno i ragazzi. In definitiva, il sogno nel cassetto è quello di valorizzare e diffondere, attraverso nuove e mirate iniziative, la cultura del mare, a partire dal suo rispetto. Riteniamo, quindi, che coinvolgere le scuole – di ogni ordine e grado – sia importante, tenendo conto che i valori del mare sono riconducibili anche a quelli della fratellanza e della solidarietà. In tal senso, la fattiva collaborazione del socio Pino Schiavone, che cura i rapporti con le istituzioni scolastiche, è di grande aiuto».

Tra gli scopi del sodalizio c’è la promozione del turismo. Come vi state muovendo e quali sono i problemi da superare?
«Stiamo cercando di programmare un convegno sugli aspetti riguardanti lo sviluppo del turismo. Come lei sa, l’anno scorso si è registrata l’assoluta non fruibilità del mare. Penso che ci sia una certa insensibilità da parte di chi dovrebbe occuparsi di queste problematiche. Mi riferisco, in particolare, all’istituzione comunale, che dovrebbe svolgere sino in fondo il suo ruolo, ovvero curare la pulizia della spiaggia, che non si fa o si fa all’acqua di rose. Per le proprie competenze, invece, dobbiamo riconoscere che la Capitaneria di Porto e tutte le Forze dell’Ordine sono costantemente impegnate nello svolgimento del loro delicato lavoro».

Ci sono obiettivi che intendete raggiungere a proposito delle scottanti questioni che riguardano il nostro territorio?
«Quando faccio riferimento alle iniziative con il mondo della scuola, tendenti a promuovere la cultura del mare – unitamente alla sua salvaguardia ambientale – intendo dire che per noi questo significa dare un forte contributo a una battaglia più ampia, che è quella contro le organizzazioni mafiose. Siamo convinti che se gli allievi, a iniziare dalla scuola primaria, fossero maggiormente sollecitati a discutere su questi temi, avrebbero ulteriori possibilità per pensare criticamente, come pure a vedere nell’altro una persona da rispettare, nella sua diversità culturale e religiosa. Sono valori, in modo particolare questi ultimi, da considerare come parte integrante della costruzione di una cultura della mediterraneità. Insomma, anche da tali percorsi, pedagogici e culturali, si può iniziare a mettere il primo mattone per la costruzione di una coscienza civile».