Riceviamo e pubblichiamo
Ancora una volta il nostro territorio viene considerato la discarica della Calabria! Il raddoppio dell’inceneritore previsto dal Piano Regionale dei Rifiuti 2016 è perfettamente in linea con la politica scellerata degli ultimi decenni che, puntando sulla pura logica del profitto di pochi, decide di sacrificare l’ambiente e la salute dei cittadini gioiesi e della Piana tutta.
Finanche la Commissione Europea invita il nostro Ministero a studi più dettagliati, a fronte delle preoccupazione delle ricadute ambientali degli impianti di incenerimento.
Ricordiamo la lunga battaglia che da anni si combatte per evitare l’implementazione dell’inceneritore di contrada Cicerna con l’attivazione della terza e quarta linea.
La raccolta differenziata “porta a porta” è stato dimostrato è l’unica soluzione al corretto e sostenibile smaltimento dei rifiuti: riciclare quindi, non incenerire.
Solo per fare un esempio a Gioia Tauro con una corretta gestione dei rifiuti si era passati dal conferire 3 compattatori al giorno di indifferenziato a solo 1 a settimana.
A cosa serve quindi raddoppiare l’inceneritore? La Regione vuole veramente puntare sulla raccolta differenziata porta a porta? O si vogliono bruciare rifiuti anche di altre Regioni come avvenuto in passato?
Eliminare le discariche implementando l’inceneritore è una soluzione? La salute dei cittadini ha un prezzo? A Gioia Tauro ultimamente siamo abituati ad ascoltare solo proclami e promesse con improbabili “Tavoli Tecnici di Tutela Ambientale” fini a se stessi, mentre la raccolta differenziata crolla dal 65% allo zero% e l’isola ecologica comunale viene sequestrata perché, sembrerebbe, gestita come una vera e propria discarica.
Non ci interessano futuri aumenti di royalties, ne gli annunci del sindaco Pedà con i suoi tavoli tecnici dove si stabilirà il prezzo al quale svenderemo il nostro presente e il futuro dei nostri figli.
L’unico tavolo tecnico al quale partecipare deve essere quello relativo a un progressivo smantellamento dell’inceneritore che secondo studi scientifici provoca un aumento delle patologie tumorali nelle popolazioni circostanti.
Si incominci invece a ragionare su come riassorbire i lavoratori dell’inceneritore magari in un impianto di compostaggio dell’umido che tanto servirebbe al territorio.
L’alternativa a inceneritori e discariche esistono da tempo (impianti di compostaggio,trattamento a freddo, impianti di selezione e di stabilizzazione biologica dei rifiuti e suddivisione dell’organico pulito, etc.) assieme alla raccolta dell’organico, attraverso la minimizzazione dei rifiuti residui garantirebbero la strada da percorrere verso i “rifiuti zero”.
Siamo coscienti della disaffezione dei cittadini verso la politica ma siamo altresì convinti che è proporzionalmente aumentata la preoccupazione per i temi ambientali e la nascita di diversi comitati ambientalisti trasversali in tutte le cittadine della Piana ne è una testimonia diretta.
Facciamo un appello alla mobilitazione a chiunque voglia veramente preservare il diritto a vivere in una ambiente sano, chiediamo inoltre a tutti i sindaci della Piana a partire proprio da Pedà di fare sentire la loro voce ed opporsi con forza all’ennesima compravendita del territorio, difendendo così la popolazione e onorando il loro mandato.
Monica Della Vedova
Jacopo Rizzo





