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Porto: il gruppo Pd presenta un ordine del giorno a sostegno dei lavoratori

La nota integrale dei consiglieri gioiesi Alessio e Altomonte

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Riceviamo e pubblichiamo:
Il gruppo consiliare del PD di Gioia Tauro si schiera apertamente a fianco dei lavoratori del porto in lotta per il lavoro e a difesa della loro dignità ed esprime la piena e incondizionata solidarietà per la battaglia intrapresa per il riconoscimento del loro sacrosanto diritto al lavoro.

Grave è l’atteggiamento padronale di MCT e MSC che anziché puntare a un potenziamento dei traffici marittimi nel porto di Gioia Tauro, si limita a risolvere il buco di bilancio tagliando indiscriminatamente i posti di lavoro, anziché puntare al raggiungimento con le organizzazioni sindacali a una nuova organizzazione del lavoro che guarda al futuro attraverso il raggiungimento della massima occupazione, dentro un sistema portuale moderno, innovativo e futuristico.

Giova ricordare che le attuali maestranze portuali, definite dal “Governo” tra le migliori al mondo, sono rimaste quelle più malpagate rispetto a quelli che operano negli altri scali europei all’avanguardia. Quindi il problema della crisi del sistema portuale di Gioia Tauro non può essere semplicisticamente riconducibile alla questione del costo del lavoro o alla qualità delle maestranze lavorative.

Tutti i nodi stanno venendo al pettine e Gioia Tauro sta incominciando a pagare un prezzo alto soprattutto per la mancanza di una vera e propria politica marinara da parte dell’attuale Governo e da quelli che lo hanno preceduto.

In un periodo di grave crisi economica e occupazionale che sta attraversando il Paese, bisognerebbe puntare ad investire massicciamente sulle grandi opere pubbliche, sulla messa in sicurezza del territorio, e in particolare sulle grandi opere viarie e ferroviarie per unire il Paese, per ammodernarlo e, perché no, anche per lanciare una nuova e ambiziosa sfida, innanzitutto a noi stessi, su come è possibile fare scuola per costruire un futuro infrastrutturale moderno ed innovativo che sia in grado di avvicinare il Sud d’Italia al Nord e al centro dell’Europa e facendo di Gioia Tauro un porto strategico per la sua baricentricità nel cuore del Mediterraneo.

E’ difficile pensare agli investimenti sulle grandi opere pubbliche se non si ha una visione più complessiva del Paese, per farlo diventare, all’interno del Mar Mediterraneo – che deve diventare un mare di pace – una testa di ponte tra l’Europa e il resto del Mondo, a partire con le nazioni che si affacciano nel Mediterraneo.

Stessa cosa possiamo affermare verso la Regione Calabria, sia rispetto ai precedenti Governi che all’attuale, nonché verso la nuova Città Metropolitana, per non parlare dell’Autorità Portuale futura che, a sua volta per prebende di una pessima politica, non ha mai avuto una vera e propria testa pensante che fosse stata in grado di portare nuovi traffici marittimi a Gioia Tauro.

A parole tutti hanno a cuore il Porto di Gioia Tauro. Nei fatti questo porto ha iniziato una sua lente agonia e tutti sono accorsi solo al suo capezzale per piangere, anziché, vedere il da farsi e prendere i dovuti provvedimenti necessari per il suo potenziamento, rafforzamento e rilancio nella grande politica dei traffici marittimi e mercantili mondiali.

Riteniamo che in questa fase difficile di grave crisi economica e occupazionale che sta attraversando il porto sia necessaria intraprendere una nuova politica:

1) Ridurre gli esuberi dei 442 lavoratori ai minimi termini, attraverso un accordo con le organizzazioni sindacali su una nuova organizzazione del lavoro che punta alla massima occupazione e alla migliore efficienza, funzionalità e produttività del terminal.

2) La MSC, comproprietaria del terminal, può venire subito incontro al territorio spostando una parte dei suoi traffici marittimi su Gioia Tauro.

3) L’Autorità Portuale dovrebbe immediatamente attivarsi per promuovere il porto di Gioia Tauro attraverso un accordo con Regione e Governo, facendolo diventare questione nazionale.

4) Bisogna sin da subito puntare all’ammodernamento della infrastruttura portuale di Gioia Tauro e avere una visione strategica che punti a una nuova, moderna, innovativa, competitiva e futuristica rete viaria e ferroviaria nel nostro Paese.

5) Alla MCT, che da oltre 20 anni ha investito su questo territorio, chiediamo una maggiore ragionevolezza e consapevolezza che non guardi solo ai profitti, ma bensì che possa dare il meglio di sé, sul futuro e il destino di questo porto, accettando la sfida della concorrenza.

Il gruppo consiliare del PD presenterà nel prossimo consiglio comunale, di lunedì, 17, un proprio ordine del giorno a sostegno della vertenza portuale di Gioia Tauro.

Aldo Alessio – Francesca Maria Altomonte